sabato 19 marzo 2011

PROTESTA CONTINUA CONTRO OBBLIGO MEDIACONCILIAZIONE

Il mondo degli avvocati è in protesta contro la mediaconciliazione obbligatoria, che entrerà in vigore lunedì 21 marzo 2011. Massiccia è stata l'adesione allo sciopero del 16 marzo, ma la mobilitazione continua e il 90% dei legali si asterrà dalle udienze fino a martedì prossimo, 22 marzo. Lo sottolinea il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio De Tilla, che esprime un giudizio positivo sull'incontro, avuto dopo la manifestazione del 16 marzo, con la delegazione del Pd, guidata dal responsabile della Giustizia Andrea Orlando.
Confermati i prossimi appuntamenti: il 28 marzo con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il 7 aprile con il ministro degli Interni, Roberto Maroni e poi in giornate ancora stabilire con il presidente dell'Udc, Pier Ferdinando Casini e con il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Gli avvocati, la stragrande maggioranza degli Ordini e delle associazioni forensi - sottolinea De Tilla in una nota - stanno dando prova di una grande unità in questa battaglia in difesa dei diritti dei cittadini. Lo dimostrano le adesioni all'astensione: oltre il 90% dei legali sta incrociando le braccia. Ma anche il sostegno ricevuto dalla stessa magistratura, con in testa l'Anm, nonché dalle forze politiche, ed infatti la prossima settimana sarà calendarizzato al Senato un ddl bipartisan che modificherà questo sistema di mediazione finalizzato alla conciliazione".
"Di fronte a un così ampio e trasversale fronte di opposizione - ha concluso - vogliamo anche rivolgerci con garbo ed amicizia al Consiglio Nazionale Forense che, pur condividendo in toto le critiche, ha parlato della necessità di dover rispettare la conciliazione. Ci chiediamo come si può accettare un sistema che è innanzitutto incostituzionale sotto molteplici aspetti, che è contro i diritti dei cittadini, che è escludente nei confronti degli stessi avvocati, che è viziato da una logica strettamente economicista nonché dettato da precisi settori dell'impresa di questo Paese (Confindustria, banche, assicurazioni...). In sintesi come possiamo essere corresponsabili di un processo di svendita della giurisdizione e di privatizzazione della giustizia civile, nonché di un attacco così duro alla professione di avvocato".

(Estratto da helpconsumatori.it del 18.3.2011)