venerdì 18 marzo 2011

Giustizia, continua con successo l’astensione dalle udienze degli avvocati

OUA: L’ENTRATA IN VIGORE LUNEDI’ DELLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA INCIDERA’ SU OLTRE MEZZO MILIONE DI CAUSE

MAURIZIO DE TILLA, OUA : “L’ADESIONE ALLO SCIOPERO  E’ MASSICCIA.
TUTTA L’AVVOCATURA STA SCIOPERANDO. MI CHIEDO: COME SI FA A RISPETTARE UN SISTEMA CHE E’ INCOSTITUZIONALE, PENSATO PER TUTELARE GLI INTERESSI DEI POTERI FORTI A SCAPITO DEI DIRITTI DEI CITTADINI”

Maurizio  De Tilla, presidente Oua, traccia un bilancio della epocale protesta del 17 marzo, a Roma, al Capranica e dinanzi Montecitorio, contro la media-conciliazione obbligatoria e la rottamazione della giustizia civile. Esprime un giudizio positivo sull’incontro, avuto dopo la manifestazione, con la delegazione del Pd, guidata dal responsabile della Giustizia Andrea Orlando. Conferma i prossimi appuntamenti: il 28 marzo con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il 7 aprile con il ministro degli Interni,  Roberto Maroni e poi in giornate ancora stabilire con il presidente dell’Udc, Pier Ferdinando Casini e con il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. L’astensione continua fino al 22 marzo: “Gli avvocati – sottolinea de Tilla - la stragrande maggioranza degli ordini e delle associazioni forensi stanno dando prova di una grande unità in questa battaglia in difesa dei diritti dei cittadini. Lo dimostrano le adesioni all’astensione: oltre il 90% dei legali stanno incrociando le braccia. Ma anche il sostegno ricevuto dalla stessa magistratura, con in testa l’Anm, nonché dalle forze politiche, ed infatti la prossima settimana sarà calendarizzato al Senato un ddl bipartisan che modificherà questo sistema di mediazione finalizzato alla conciliazione”.
“Di fronte a un così ampio e trasversale fronte di opposizione ha concluso - vogliamo anche rivolgerci con garbo ed amicizia al Consiglio Nazionale Forense che, pur condividendo in toto le critiche, ha parlato della necessità di dover “rispettare la conciliazione”. Ci chiediamo come si può accettare un sistema che è innanzitutto incostituzionale sotto molteplici aspetti, che è contro i diritti dei cittadini, che è escludente nei confronti degli stessi avvocati, che è viziato da una logica strettamente economicista nonché dettato da precisi settori dell’impresa di questo Paese (Confindustria, banche, assicurazioni…). In sintesi come possiamo essere corresponsabili di un processo di svendita della giurisdizione e di privatizzazione della giustizia civile, nonché di un attacco così duro alla professione di avvocato”.

(Da oua.it del 18.3.2011)