mercoledì 24 novembre 2010

Il Senato approva la riforma della professione forense

Il provvedimento ha ottenuto 155 voti a favore, i contrari 114 e gli astenuti sono stati undici.
Il testo passa alla Camera per la seconda lettura

di Luigi Berliri (da Mondoprofessionisti del 23.11.2010)


Finalmente siamo arrivati alla metà dell’opera. Palazzo Madama ha appena approvato la riforma forense. Resta l’ostacolo Camera. Un passaggio ricco di incognite vista la situazione politica. Lo scioglimento delle Camere provocherebbe la decadenza del ddl. Una consolazione: nella prossima legislatura il testo godrebbe di una corsia preferenziale. Anche se, in sostanza, la corsa ripartirebbe da zero.  Il Consiglio nazionale forense accoglie soddisfatto il primo via libera del Senato alla riforma della professione forense. "L'approvazione di questa riforma, seguita passo dopo passo dal Cnf, che ha coordinato il tavolo dell'avvocatura che ha portato a un testo condiviso, è un fatto storico", commenta il presidente Guido Alpa. "E' la prova - aggiunge - che la ritrovata unità è un valore che deve essere perseguito costantemente. La riforma è attesa dall'avvocatura ed è orientata a salvaguardarne la funzione sociale, a rafforzare la tutela dei cittadini, a migliorare, al passo con i tempi, il servizio indispensabile che gli Avvocati forniscono diuturnamente, con notevoli sacrifici soprattutto in questi tempi di crisi, alla collettività", commenta ancora Alpa, il quale sottolinea come gli emendamenti al testo non hanno stravolto "un impianto che corrisponde al decalogo dei principi irrinunciabili di una riforma, approvati da tutte le componenti dell'avvocatura nel settembre 2009". Quanto al successivo passaggio alla Camera, che si auspica avvenga in tempi rapidi pur nella consapevolezza delle difficoltà attuali del quadro politico, dal Cnf viene una richiesta di riflessione su alcuni aspetti: quali "l'inserimento di alcuni limiti alla possibilità di iscrizione all'albo, che garantirebbero maggior professionalità e l'attribuzione di un più ampio potere regolamentare al Cnf, che nell'ottica del principio di sussidiarietà sarebbe coerente con i principi propri della forma di Stato democratica e pluralista, e confermerebbe un indirizzo già ampiamente seguito dal legislatore con il nuovo ordinamento della professione di commercialista". L'Unione delle camere penali accoglie con 'soddisfazione' il via libera del Senato alla riforma forense esprimendo tuttavia 'perplessità'' per il 'pesante intervento modificatore' dell'aula che 'rischia di snaturare ispirazione e funzionalità' della nuova disciplina della professione d'avvocato, specie sul punto della 'specializzazione', 'una delle novità più qualificanti' - secondo i penalisti - a tutela dei cittadini e a garanzia della migliore difesa e della qualità del processo. 'Invitiamo tutta l'avvocatura - si legge in una nota della giunta dell'Ucpi - a sostenere il progetto di legge originario nel successivo passaggio parlamentare, con particolare riguardo per la specializzazione secondo il regolamento gia' adottato dal Consiglio nazionale forense che rappresenta il migliore punto di convergenza possibile'. Entrando più nel dettaglio, a giudizio dell'Ucpi 'l'esigenza ineludibile di garantire al cittadino un servizio qualificato richiederebbe uno sforzo ulteriore verso un controllo dell'accesso all'esercizio della professione che, in luogo di costituire un'area di parcheggio per giovani laureati in attesa di qualsiasi occupazione e dunque non sostenuti dalla necessaria motivazione, sia capace di garantire la massima professionalità'. Per il presidente nazionale dell’AIGA, avv. Giuseppe Sileci, è “La Giovane Avvocatura non può che esprimere soddisfazione per l’approvazione in Senato del disegno di legge di riforma dell’Ordinamento Forense. Il testo approvato – ha proseguito l’avv. Sileci – migliora l’attuale disciplina dell’ordinamento forense, contenendo importati novità quali la riforma dell’accesso alla professione, il riconoscimento delle specializzazioni forensi, l’assicurazione obbligatoria, il controllo degli ordini sull’esercizio effettivo della professione, una maggiore serietà del procedimento disciplinare. Ma se la riforma è a favore dei giovani – ha precisato Sileci – ci attendiamo dall'altro ramo del Parlamento un miglioramento del testo, affinché ogni barriera anagrafica o ogni facilitazione in regione dell’anzianità nello svolgimento della professione sia eliminata. La formazione permanente deve essere obbligatoria per tutti, senza esoneri per gli anziani, così come l’obbligo di frequenza delle scuole di specializzazione non deve prevedere esoneri per gli anziani.  Altra questione solo parzialmente affrontata riguarda la questione femminile. Non è soltanto istituendo i comitati di pari opportunità presso gli Ordini – ha concluso il presidente dell’AIGA – che si assicura una maggiore rappresentanza delle donne avvocato nella governance dell'avvocatura"