venerdì 31 maggio 2013

DOV’E’ IL MIO FASCICOLO?

Storia di una imminente caccia al tesoro

Siamo alle solite! Prima si fanno le norme e poi ci si accorge dei problemi pratici innescati. Non voglio qui affrontare di nuovo il merito della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che dovrebbe essere operativa con il decorso del 13 settembre prossimo, salvo proroghe che sembrano imminenti, ma fare il punto sulla situazione concreta che si evidenzia, come da molti facilmente previsto, nella realizzazione concreta del provvedimento.
L’incertezza e la denuncia di problemi logistici irrisolvibili nel breve termine è omogenea sul territorio.
Vengo ad alcuni esempi che sono certo non saranno i più eclatanti, c’è sempre di peggio, ma sono significativi di come non si sappia come procedere a pochi mesi dall’entrata in vigore della riforma.
Il Tribunale di Montepulciano dovrà essere accorpato a quello di Siena, unitamente alla sezione distaccata di Poggibonsi, in un palazzo di giustizia che non ha gli spazi necessari per l’arrivo del nuovo personale, soluzione prospettata: spostamento della Procura dall’ultimo piano del palazzo ad una sede diversa in altra parte della città, peccato che questa ipotetica nuova sede della Procura sia attualmente occupata da altri uffici pubblici che dovranno essere spostati a loro volta, in barba al risparmio e alla operatività di un palazzo di giustizia unico.
Il Tribunale di Alessandria dovrebbe accorpare quelli di Acqui Terme e Tortona, oltre alla sezione distaccata di Novi Ligure, peccato che il Comune di Alessandria, stante il grave conclamato dissesto, non è in grado di fare alcuna spesa per il reperimento di nuovi locali e neppure per una minima ristrutturazione.
Ancora più paradossale la situazione di Bassano del Grappa che rischia di uscire dal nuovissimo palazzo appena realizzato in loco per finire nei locali del vecchio palazzo di giustizia di Vicenza dai quali il Tribunale del capoluogo si è trasferito verso un palazzo nuovo.
A Foggia, dove dovrebbero confluire il Tribunale di Lucera e ben sei sedi distaccate, è ormai chiaro che i locali non potranno ospitare quanto necessario. Il Comune ha avviato il monitoraggio per verificare le possibilità di reperire nuovi locali, con evidenti nuovi costi e tempi imponderabili per la messa in operatività, si prospetta l’ipotesi di vedere subito accorpate solo quattro delle sedi distaccate mentre per il resto si palesa l’impossibilità materiale.
A Cremona forse si reperiranno gli spazi per accogliere la sola procura di Crema, ma non gli uffici del Tribunale sopprimendo, si dovrebbero in ogni caso allontanare i Giudici di Pace trovandogli una nuova sede.
Il caos regna sovrano su quasi tutte le sedi coinvolte, siano esse accorpanti o accorpate, il ricorso massiccio all’applicazione dell’art. 8 (permanenza momentanea nei locali esistenti nelle attuali sedi con tutte le spese a carico delle amministrazioni locali) sembra, per molti, l’unica soluzione temporanea ma di certo non risolverà alcuno dei problemi logistici in corso. Ma siamo certi che i Comuni coinvolti siano in grado di provvedere finanziariamente a tale immane incombenza? Le notizie in merito non sono confortanti.
Cosa accadrà, quindi, da qui a settembre, o altra data in caso di proroga, probabilmente poco o nulla di risolutivo, ci stiamo avviando, a parere dei più, verso una inestricabile caccia al tesoro per sapere dove andare a fare udienza e già ci immaginiamo uno stuolo di avvocati e cancellieri a discutere animatamente su dove siano le carte di questo o quel procedimento.
Il premio per questa caccia al tesoro però non renderà felice nessuno almeno per molto tempo ancora.

Massimo Grotti - Delegato di Cassa Forense (da cassaforense.it)