mercoledì 29 maggio 2013

LA CITTADELLA GIUDIZIARIA ALL’ASCOLI-TOMASELLI

E’ sconcertante, sintomatico o scherzo del destino che proprio oggi, giorno in cui gli Avvocati italiani si astengono per protestare contro il “taglio” dei tribunali cd “minori”, il "gotha" della magistratura catanese si trovi a Palermo per sottoscrivere un protocollo d’intesa con la Regione finalizzato a trasformare il dismesso ospedale Ascoli Tomaselli di Catania nell’ormai famosa cittadella giudiziaria?
La notizia è pubblicata a pag. 25 dell’odierna edizione del quotidiano La Sicilia (con tanto di “civetta” in prima pagina).
In attesa di riportarla domani su AGA News, “accontentiamoci” di quanto scritto ieri in merito da Tony Zermo sul sito de La Sicilia.
  
Da ospedale a cittadella giudiziaria
di Tony Zermo

A Palermo, vertice sulla destinazione d'uso dell'ex ospedale Ascoli Tomaselli di Catania. Un progetto sponsorizzato da Crocetta sul quale gli uffici destinatari dell'immobile preferiscono mantenere il silenzio
In settimana dovrebbe tenersi a Palermo una riunione congiunta per firmare il protocollo d’intesa sul passaggio dell’ospedale dismesso "Ascoli Tomaselli" a disposizione della magistratura catanese. Verbalmente si sarebbe concordato l’appuntamento per domani, ma ancora la convocazione ufficiale non è arrivata agli interessati per cui è possibile che slitti di qualche giorno. Di certo si sa che la scorsa settimana a Palermo c’è stata una riunione sul destino dell’ "Ascoli Tomaselli" con l’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino, riunione alla quale pare abbia partecipato anche il procuratore della Repubblica di Catania, Giovanni Salvi, ma non c’è conferma della sua presenza.
Dell’operazione sponsorizzata dal presidente Crocetta non si conoscono i dettagli, è come un vestito appena imbastito che ancora dev’essere perfezionato. Si sa soltanto che la Regione si impegna a sostenere il costo dei lavori di ristrutturazione e che alla Regione dovrebbe essere corrisposto dall’Amministrazione giudiziaria un canone di circa due milioni di euro l’anno: il che porterà anche ad un risparmio radunando in un solo ambito i vari uffici dislocati in città. Qui ci sono vari soggetti in campo: il ministero di Grazia e Giustizia, ovviamente la magistratura catanese, la Regione e last but not least il Comune. Non è assolutamente facile trovare un accordo tra tutti questi soggetti. C’è la volontà, ma ancora dev’essere calata in una cornice di dettagli a cui si sta lavorando anche in queste ore. E’ questo il motivo per cui né l’assessore regionale Lucia Borsellino, né i vertici della magistratura catanese e né i gestori della Sanità cittadina intendono fare dichiarazioni e confermare che domani a Palermo verrebbe firmato lo schema di intesa.
Il Comune da parte sua ha emanato questo comunicato: "In merito alla possibile destinazione a “cittadella giudiziaria” dell’ex plesso ospedaliero cittadino “Ascoli Tomaselli”, il direttore generale del Comune Maurizio Lanza, delegato dal sindaco Stancanelli all’edilizia giudiziaria nella commissione mista che opera presso il Tribunale etneo, ha dichiarato: “Nel prendere atto della dichiarata fruibilità dell’immobile, l’Amministrazione comunale manifesta piena disponibilità ad offrire ogni necessario contributo in materia che, per norma, è chiamato a dare nelle previste sedi istituzionali». In sostanza il Comune ha voluto fare presente correttamente che per legge deve essere coinvolto in questa operazione, anche se finora non sembra che lo sia stato: tuttavia "vede favorevolmente questa intesa" e il fatto che non abbia preteso diritti di priorità dimostra la propria disponibilità all’accordo.
Come sapete, anni fa era destinato a diventare "cittadella giudiziaria" il Palazzo delle Poste di Viale Africa, talmente vandalizzato in epoca recente da avere bisogno di complessi lavori di ristrutturazione. "Usando la legge sulle strutture giudiziarie potrebbe diventare la sede centrale della Questura razionalizzando i servizi, questa è la nostra proposta", dice l’ex vicequestore Antonio Malafarina, coordinatore regionale del Megafono.

(Da lasicilia.it del 28.5.2013)