giovedì 23 maggio 2013

VERSO IL RINVIO DEL TAGLIO DEI TRIBUNALI

La Commissione Giustizia del Senato
trova l'accordo sull'opportunità di un differimento
dell'entrata in vigore della riforma

Un primo passo verso il differimento dell'entrata in vigore della riforma delle sedi giudiziarie è fatto.
Ieri il senato ha trovato un accordo per far slittare di un anno l’entrata in vigore dei tagli.
D’altra parte, come denunciato nel corso del dibattito a palazzo Madama, “gli interventi sulla geografia giudiziaria realizzati negli ultimi venti anni sembrano mostrare un atteggiamento sostanzialmente schizofrenico del legislatore, il quale dapprima ha proceduto alla soppressione delle preture con un accentramento degli uffici giudiziari, successivamente ha dato seguito alla costituzione di sezioni distaccate ed infine ne ha disposto la soppressione all'accorpamento. Nella valutazione dei carichi giudiziari delle varie sedi il legislatore avrebbe dovuto tenere conto anche della qualità dei procedimenti e della eventuale incidenza di giudizi connessi alla criminalità organizzata. Per quanto concerne poi i promessi risparmi di spesa dopo avere espresso il proprio stupore per la scarsa consistenza di tali risparmi, lo stesso ministero, osserva come in tali calcoli siano stati trascurati i costi necessari per la concreta realizzazione della riforma”. 
L'Associazione nazionale avvocati italiani plaude in merito all'accordo trovato tra le forze parlamentari in commissione Giustizia al Senato riguardo il rinvio di un anno della nuova geografia giudiziaria. 
“La revisione della geografia giudiziaria va integralmente cambiata – ha detto il presidente Anai Maurizio De Tilla - la normativa è illegittima (sono ben 16 le ordinanze di rimessione alla Corte Costituzionale) ed irrazionale. La soppressione contestuale ed immediata di ben 1.000 uffici giudiziari su 1.400 non ha precedenti in Europa. È come sopprimere due ospedali su tre con il fine di non curare o far morire una larga percentuale di malati – ha continuato De Tilla - Nel caso nostro si tende a cancellare gran parte dei diritti dei cittadini. E ciò senza alcun risparmio di spesa (anzi vi è un palese aggravamento) e senza efficienza (in proposito si richiamano i provvedimenti di annullamento e/o sospensione dei TAR Lazio, Sardegna, Campania, Basilicata)”.
Per tutti questi motivi l’ANAI esprime plauso e consenso al rinvio unanimemente concordato in Commissione Giustizia del Senato del taglio degli uffici giudiziari. Tutta la materia dovrà essere “revisionata” e di ciò responsabilmente se ne sono fatte carico le forze parlamentari.

Luigi Berliri (da Mondoprofessionisti del 23.5.2013)