martedì 28 maggio 2013

Nuovi parametri: proposta del CNF alla Cancellieri

Il CNF ha inviato al Ministro della Giustizia la proposta sui nuovi parametri forensi, secondo la procedura contemplata dal nuovo ordinamento professionale.
Il presidente Guido Alpa ha accompagnato il documento con una lettera nella quale, dopo aver manifestato la propria disponibilità ad una costante e proficua collaborazione nel settore dell’amministrazione della giustizia, spiega le ragioni per le quali è necessario superare gli attuali parametri «particolarmente vessatori ed iniqui», tenendo conto anche della grave crisi economica che ha investito profondamente l’Avvocatura.
La nuova proposta sui parametri forensi supera il D.M. 140/2012 in relazione non solo agli ingiustificati abbattimenti dei compensi, che giungono fino alla metà
per le attività di difesa previste dalla legge a carico dei legali, ma anche in relazione a gravi lacune, più volte segnalate da tutta l’Avvocatura. La proposta CNF, adottata sulla base dell’art. 13, co. 6, della L. 247/2012 e dopo una consultazione con tutta l’Avvocatura, introduce un sistema di «costi prevedibili» e risponde ai principi di semplificazione, trasparenza ed equità, con l’obiettivo di creare uno strumento di facile e di immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini, che potranno avere a disposizione uno strumento di facile e pronto orientamento.
Nella Relazione di accompagnamento si legge come la proposta svincoli la determinazione del compenso (comprensivo dei vecchi diritti) da criteri quantitativi connessi al numero di atti difensivi redatti o dal numero di udienze cui il difensore ha partecipato, accorpando le attività in ciascuna fase e stabilendo un compenso unitario, con il benefico effetto di accelerare i tempi processuali.
Per la redazione della proposta, il CNF ha provveduto ad un’analisi comparatistica con i sistemi degli altri Paesi europei, peraltro tra loro molto diversificati (si va dalla totale assenza di qualsiasi regolazione pubblica come in Olanda a sistemi che mantengono i minimi tariffari obbligatori come la Germania) e ha confrontato per otto diverse tipologie di giudizio le parcelle forensi.
Sotto il profilo della struttura, la proposta si compone di una parte normativa (per il civile-penale-stragiudiziale), 39 tabelle parametri per il civile corrispondenti ciascuna al tipo di procedimento/giudizio (comprese la materia stragiudiziale, la mediazione, le procedure concorsuali, quelle arbitrali, i processi amministrativi e tributari, i processi davanti alle giurisdizioni superiori) e una per il penale.
Gli scaglioni di valore, diversamente dal D.M. 140/2012, sono corrispondenti a quelli previsti dal Ministero della Giustizia per la determinazione del contributo unificato, con una semplificazione evidente per gli operatori. Ciascuna tabella parametrica è poi divisa per fasi (da quella di studio a quella decisionale, a cui si aggiunge il compenso per prestazioni post-decisione).
All’interno i parametri sono indicati con una somma fissa che il giudice potrà innalzare fino al 70% o ridurre fino al 30% motivando lo scostamento. Per l’applicabilità delle diminuzioni si è fissata una percentuale non eccessivamente alta in modo da assicurare il rispetto dei principi costituzionali di proporzionalità e di dignità del compenso previsto dall’art. 36.
La proposta del CNF reintroduce il rimborso per le spese forfetarie, configura correttamente e in maniera autonoma i procedimenti esecutivi, determina un giusto compenso per i decreti ingiuntivi e il precetto, elimina alcune ingiustificate disparità/penalizzazioni (alcune riduzioni stabilite dal D.M. 140/2012 per alcune controversie di lavoro, per i procedimenti di gratuito patrocinio, legge Pinto, responsabilità aggravata e pronunce di rito).
Da qui la rilevanza della proposta formulata, perché essa dovrebbe costituire, con le valutazioni e le eventuali modificazioni che il Ministero ritenesse di dover apportare, la nuova disciplina da applicare alla liquidazione dei parametri in fase giudiziale.

Anna Costagliola (da diritto.it del 28.5.2013)