sabato 1 febbraio 2014

Il nuovo ISEE

di Lucia Taormina (Consigliere di Amministrazione di CF) 

Lo scorso 3 dicembre il Governo ha varato, dopo un lungo confronto con le Regioni ed in attuazione di una riforma già prevista nel decreto “Salva Italia” del 2011, le nuove regole per il calcolo dell’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente.

L’ISEE serve a misurare il benessere delle famiglie per modulare, secondo criteri di equità, l’accesso ai servizi ed alle prestazioni socio-assistenziali erogate dallo Stato e dagli enti locali.

Tanti i casi di cronaca, da ultimo quello riguardante le autocertificazioni presentate dagli studenti universitari romani, che avevano messo in luce le distorsioni del precedente sistema di autocertificazione, che aveva consentito a tanti “furbetti” l’accesso ad agevolazioni senza nessun sostanziale controllo.

La relazione tecnica a supporto della regolamentazione del nuovo ISEE segnala la circostanza che l’80% dei nuclei familiari dichiara di non possedere un conto corrente o un libretto di risparmio, mentre, nello stesso anno, i dati Bankitalia indicano una percentuale pari al 91,5%.

Il nuovo ISEE consente modalità di calcolo differenziate dell’indicatore per singole prestazioni agevolate, dà una definizione più ampia di reddito, comprendendo le plusvalenze finanziarie, il patrimonio estero, gli affitti in cedolare secca, i premi di produttività, i redditi soggetti a tassazione forfetaria o ad imposte sostitutive, ma riserva un trattamento di favore per le famiglie numerose e con disabili.

Per i nuclei famigliari numerosi vengono aumentate la franchigie sul patrimonio e l’importo massimo sugli affitti portati in deduzione.

Per le famiglie con persone con handicap si riconosce un’agevolazione maggiore per i disabili più gravi e di minore età.

Finalmente si parla di “nucleo famigliare del richiedente” e si specifica che tutti i redditi percepiti dal nucleo famigliare anagrafico concorrono a determinare la situazione economica.

E’ introdotto l’ISEE corrente che permette di aggiornare la dichiarazione in presenza di variazioni di reddito superiori al 25% rispetto a quello già dichiarato.

La nuova regolamentazione meglio definisce la rete dei controlli: il richiedente autodichiarerà una serie piuttosto ampia di informazioni, ma i redditi saranno acquisiti d’ufficio. Le informazioni saranno verificate da soggetti diversi, Inps e Agenzia delle Entrate, ed in caso di difformità, dopo eventuali chiarimenti, scatterà la segnalazione alla Guardia di Finanza.

Il complesso meccanismo di accertamento e verifica imporrà, perché lo strumento abbia piena efficacia, l’implementazione delle procedure di scambio di informazioni tra amministrazioni e la conclusione di appositi accordi anche ai fini dell’utilizzo dei dati, nel rispetto della privacy.

Anche per questo il nuovo ISEE non sarà immediatamente operativo.

Per la sua struttura, per le sue modalità di compilazione, e per i meccanismi di accertamento e verifica, l’ISEE, o meglio la DSU (dichiarazione sostitutiva unica), non è direttamente utilizzabile da Cassa Forense per l’erogazione della assistenza.

Ma sono assolutamente condivisibili la filosofia che sostà alla nuova regolamentazione e, tra gli altri, i criteri di accertamento e valutazione del reddito complessivo del nucleo famigliare e l’attenzione ai nuclei familiari numerosi e con disabili.

Tutti temi considerati, valutati ed approfonditi dalla Commissione che ha approntato il nuovo regolamento assistenza e che ha previsto criteri ancora più flessibili di valutazione dei redditi e di condizioni di erogazione per ogni specifico intervento.

Peccato che il Regolamento sia rimasto al palo, travolto da altre vicende ed urgenze.


(Da CF Newsletter del Gennaio 2014)