lunedì 29 luglio 2013

Cassa Forense nella tempesta



Il 31 luglio l'udienza mentre montano
le polemiche sul ricorso presentato dall'Aiga

Si terrà il 31 luglio 2013 innanzi al Tribunale di Palermo, Sezione Feriale, l’udienza relativa al ricorso ex art. 700 c.p.c. promosso dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati contro la delibera della cassa Forense che nel determinare il corpo elettorale ha escluso oltre 56.000 avvocati con reddito inferiore a €10.300. Il Presidente dell’AIGA Dario Greco ha chiarito il motivo del ricorso: “Cassa Forense è un patrimonio di tutta l’Avvocatura italiana e non è ammissibile discriminare qualcuno in base al reddito, espropriandolo dal diritto di voto. Con l’entrata in vigore della Riforma Forense tutti gli avvocati italiani sono iscritti automaticamente a Cassa Forense e quindi tutti hanno il diritto di eleggere i propri rappresentanti”Ma il mondo dell’avvocatura è in subbuglio. Cassa forense, da parte sua, ha annunciato che si costituirà in giudizio per opporsi al ricorso presentato dall'Aiga. “Abbiamo preso questa decisione con l’auspicio che la prossima tornata elettorale, prevista per il 9 settembre, possa svolgersi secondo i modi e i tempi prestabiliti nell’interesse di tutti gli avvocati – ha dichiarato il presidente, Alberto Bagnoli – e nello stesso tempo che il comitato dei delegati possa varare il nuovo regolamento che stabilisce l’ammontare dei contributi minimi dovuti dai professionisti con redditi inferiori ai 10.300 euro”. Anche l’Oua esprime forte preoccupazione per il ricorso presentato dall’Aiga a Palermo. "Senza entrare nel merito dell'iniziativa dell'Aiga – sottolinea il presidente Nicola Marino - e delle polemiche di questi mesi sull'obbligo di iscrizione, previsto dalla legge professionale, dei 56mila legali che fino ad ora non  hanno mai versato contributi all'ente previdenziale, non possiamo però non sottolineare che un eventuale accoglimento del ricorso aprirebbe scenari inquietanti. È evidente come una sospensione del processo elettorale porterebbe a un possibile commissariamento e a un incalcolabile danno per tutti gli iscritti alla cassa forense e quindi all'avvocatura".

Luigi Berliri (da Mondoprofessionisti del 29.7.2013)