martedì 2 luglio 2013

ANAI: Cancellieri dialoghi con avvocatura

Il Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha dato grande prova di sé come Ministro degli Interni.
Ma non può cambiare tono e carattere con le nuove responsabilità.
Determinazione e dialogo cortese ed educato con l’avvocatura non possono non ispirare le sue iniziative per la riforma della Giustizia.
Ma per dialogare efficacemente la Cancellieri non può affidare una plausibile riforma della giustizia a un decreto legge, qual è quello del “Fare”, che – senza preventivo confronto – ripristina la “media conciliazione obbligatoria” e stabilisce regole processuali demolitorie del diritto di difesa.
L’Avvocatura ha buone ragioni e non è una lobby, come quella economica che muove certe scelte discutibili in tema di giustizia.
Inoltre, la revisione della geografia giudiziaria fa acqua da tutte le parti. A parte le palesi ragioni di incostituzionalità, vengono demoliti uffici giudiziari essenziali ed efficienti e, in gran parte del Paese, le sedi accorpanti non sono idonee. Il che è stato rilevato dai TAR in ben undici provvedimenti di annullamento e di sospensione. Si impone lo slittamento ad un anno insieme ad alcune importanti correzioni della normativa.
Non è infatti ragionevole attuare subito la revisione delle circoscrizioni e demolire gli uffici giudiziari, e successivamente modificare e ripristinare uffici soppressi, dopo l’accertamento postumo del “malfatto”.
Procedendo con caparbietà (che non è saggia determinazione) si rischia di “fare male” senza alcun effetto utile per assicurare ai cittadini un’adeguata resa giudiziaria.
L’ANAI invita (garbatamente) il Ministro Cancellieri a fare un passo indietro ed aprire un confronto costruttivo con l’Avvocatura.
Intanto, l’ANAI aderisce all’astensione proclamata dall’OUA dall’8 al 16 luglio.

(Da associazionenazionaleavvocatiitaliani.it del 2.7.2013)