venerdì 21 settembre 2012

Tribunale Cremona rinvia tariffe a Corte Costituzionale



De Tilla: “L’abolizione ha sancito un attacco al lavoro degli avvocati con una logica
al ribasso che danneggia i cittadini e la stessa qualità del servizio giustizia

Il presidente dell’Oua, Maurizio de Tilla, ha commentato positivamente il rinvio alla Corte Costituzionale del Tribunale di Cremona della normativa che abolisce le tariffe professionali: «In questa giornata di grande protesta, apprendiamo di questa condivisibile decisione di un magistrato del Tribunale di Cremona (Giulio Borella) che conferma le ragioni del nostro sciopero e mina alle basi una normativa che sta duramente danneggiando gli avvocati, soprattutto i più giovani, e che rischia di abbassare la qualità della macchina giudiziaria. Per il giudice l'obiettivo del legislatore sembra essere quello di “spingere gli avvocati a non accettare incarichi non remunerativi e così bloccare l'alluvionale afflusso di processi che intasano le aule di giustizia”. Di fatto, da questa affermazione si evince come colpendo la professione forense, “svilendo il lavoro degli avvocati”, si voglia colpire l’accesso stesso al servizio giustizia».
«Una logica che denunciamo da mesi – conclude de Tilla – le due facce della stessa medaglia delle liberalizzazioni selvagge e della rottamazione della macchina giudiziaria: un avvocato debole, per demolire il diritto costituzionale alla difesa, una giustizia inaccessibile e a ostacoli per il cittadino. Questo progetto si fonda su diversi provvedimenti, per citarne alcuni: l’abolizione delle tariffe, l’incostituzionale media-conciliazione obbligatoria, la chiusura di 1000 uffici giudiziari, il filtro in appello, la delegificazione dell’ordinamento forense, la revisione della legge Pinto, l’attacco alle casse professionali. Oggi da tutta Italia, arriva forte e chiara la reazione dei 200mila avvocati e degli ordini e delle associazioni forensi, con il grande successo dello sciopero indetto dall’Oua. Ora attendiamo un riscontro dal Governo, una risposta dal Parlamento».

Comunicato Stampa OUA del 20.9.2012