lunedì 14 ottobre 2013

No all’avvocato tra gli scaffali Coop!

 
Nei giorni scorsi ha preso il via a Bergamo l’iniziativa denominata “orientamento legale”, promossa dalla Coop Lombardia. Secondo l’informativa pubblicitaria a fronte del pagamento di spese di segreteria per Euro 5,00, è svolto su appuntamento presso numerosi punti vendita in giorni e orari prestabiliti un servizio di orientamento legale grazie al quale il socio Coop può richiedere consigli e indicazioni su problemi di responsabilità civile e risarcimento danni; diritto di famiglia (separazioni, divorzi, filiazione, ecc.); diritto delle locazioni e condominio; diritto commerciale, contratti e societario; recupero crediti e contenzioso civile; diritto tributario e contenzioso fiscale; diritto immobiliare, urbanistica e edilizia; diritto amministrativo; diritto civile in generale. “Non so e non voglio neppure sapere chi siano gli Avvocati che si prestano a tale iniziativa – dice il presidente dell'Associazione provinciale forense di Bergamo, Franco Uggetti in una lettera aperta indirizzata al presidente della Coop - sarà il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, ove ravvisasse illeciti disciplinari, a provvedere. Non voglio neppure conoscere del livello qualitativo di pareri forniti in un contesto simile (certo viene da chiedersi chi pensa di recarsi dai suoi avvocati tra le corsie di un supermercato). Quello che mi sta a cuore, e che intendo manifestarLe con questa lettera aperta a nome della Associazione che ho l’onore di rappresentare e presiedere, è – sottolinea Uggetti - prendere posizione contro questa evidente mercificazione del diritto, oltre che di svilimento della professione. Caro Presidente, il diritto non è una merce. Il diritto non è un prodotto. Il diritto non si compra né si vende, tantomeno “a peso”; non lo si può collocare tra gli scaffali del supermercato. La tutela dei diritti delle persone mal si presta anche al “fast food” di un parere semplicisticamente dato in serie, di tutta fretta e senza i necessari approfondimenti. Quando il diritto viene barattato e banalizzato come una transazione commerciale, è la Giustizia stessa a farne le spese, e mi creda, non le stesse che mantengono un supermercato. Veda, Presidente, i clienti, per noi, per ogni professionista, non sono “consumatori”, sono i nostri assistiti e le domande che ci vengono rivolte riguardano spesso questioni assolutamente fondamentali, sulle quali non è possibile essere superficiali. Per questi motivi, trovo particolarmente sorprendente che questa iniziativa, così mercificante, svilente e pericolosa prima per il cliente che per il professionista che si presta, venga assunta proprio dalla COOP, che ha una ben nota tradizione di attenzione nel tutelare sia la qualità del prodotto che il lavoro di chi lo produce, introducendo così principi di eticità nel mercato. La invito quindi ad una serena e ponderata riflessione in merito a questa iniziativa”.


Luigi Berliri (da Mondoprofessionisti del 14.10.2013)