sabato 5 ottobre 2013

IL TRIBUNALE CHIUSO, UNA VERGOGNA


Foto Di Guardo

Vi si potrebbe allocare anche il Giudice di Pace

E’ sotto gli occhi di tutti che i timori espressi dall’Avvocatura, come conseguenza della soppressione dei cosiddetti tribunali minori e sezioni distaccate, si stiano già avverando. Solo pochi giorni fa il presidente dell’Organismo unitario dell’Avvocatura, Nicola Marino, paventava che i risultati disastrosi di questo insensato atto porteranno a breve al “caos nel sistema giustizia, tra processi rinviati, migliaia di prescrizioni, sprechi, milioni di euro buttati dalla finestra per affittare, chiudere, ristrutturare uffici e traslocare fascicoli e strutture”.
A Giarre, la situazione fa ancora pià rabbia perché da pochi anni era stato aperto un palazzo di Giustizia che rappresentava un vero e proprio fiore all’occhiello degli istituti giudiziari nel distretto di corte d’appello catanese per efficienza e funzionalità. Chiudere una delle più famose “ex incompiute” del lungo elenco cittadino rappresenta un ulteriore sfregio alla cittadinanza, dopo il depotenziamento o la chiusura di altre strutture ed uffici pubblici. Vedere chiusa una struttura del genere è vergognoso e lascia molto amaro in bocca.
E allora tutti (ovverosia ben sette sezioni distaccate, migliaia e migliaia di cause) a Catania, dove è facile trovare parcheggio, le aule d’udienza sono ampie, i giudici puntuali, il personale gentilissimo, per non parlare dei costi: carburante, autostrada e parcheggio, notifiche e pignoramenti con l’enorme sovrapprezzo delle trasferte…
Ma vuoi togliere il piacere di fare ore di fila dietro gli sportelli per una notifica o il rlascio di una sentenza, il poter esercitare l’olfatto con gli odori più o meno gradevoli della calca, il godere della visione di fascicoli ovunque, ragnatele e polvere e magari qualche ospite nascosto…?
Secondo il presidente dell’associazione nazionale avvocati italiani, Maurizio De Tilla, "è accertato che nessuno dei tribunali accorpanti è in grado di assorbire i tribunali soppressi e le Sezioni distaccate abolite. La situazione è drammatica''.
Fanno le leggi, non hanno contezza dell’essere in trincea, del lavorare sul campo, del curarsi prima degli interessi dei cittadini.
I tempi della Giustizia, già di per sé spaventosi, si dilateranno ulteriormente così come i costi, molti eviteranno di adire il magistrato proprio a causa di ciò: non è forse questa una vera  e propria negazione della Giustizia?
Il sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi, ha espresso di recente l’intenzione di destinare la maggior parte del palazzo di Giustizia di Giarre ad uffici comunali. Fermo restando che il piano sotterraneo possa fungere da archivio per il tribunale di Catania, così come promesso dalla precedente amministrazione al presidente del tribunale etneo Bruno  Di Marco, si parla di trasferimento dell’ufficio tecnico comunale e, maggior auspicio da parte dei legali dell’hinterland giarrese e della maggior parte della popolazione, della possibilità di riservare una porzione della struttura all’ufficio del Giudice di Pace, unico presidio di legalità e giustizia in una sede a ciò originariamente destinata, peraltro col risparmio degli attuali costi d’affitto.
Concludiamo con un altro pensiero espresso dall’avv. De Tilla, che condividiamo: “È una pura follia demolire uffici giudiziari costati diverse decine di milioni di euro con un'efficienza e una durata media dei processi di gran lunga inferiore a quella delle sedi accorpanti. È da dissennati spendere decine di milioni di euro per attrezzare sedi inidonee. Non è corretto vantare risparmi e efficienze lontani anni luce dalla verità''.
Ah, povera Giustizia, povera Italia, poveri noi…

Mario Vitale (dal Gazzettino di Giarre del 5.10.2013)