mercoledì 16 ottobre 2013

Aggiornati modelli per comunicazioni iva e istruzioni spesometro



“Il modello definitivo per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva previsto dall’articolo 21 del Dl. 78 del 2010, è stato aggiornato recependo le osservazioni delle associazioni di categoria e degli operatori economici”. Lo ha annunciato Raffaele Marcello, presidente Unagraco (Unione nazionale dei commercialisti ed esperti contabili). “L’articolo 21 del decreto-legge n. 78 del 2010 prevedeva l’obbligo per i soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (più noto come "spesometro") di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute, per le quali, nel corso del periodo d'imposta, i corrispettivi avessero superato la soglia di tremila euro, al netto dell'imposta. In un’ottica di semplificazione, il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 aprile 2012, n. 44, riformulando la disposizione dell’articolo 21," sottolinea Marcello, "ha facilitato l’adempimento prescrivendo che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le operazioni sulle quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura occorre comunicare, per ciascun cliente e fornitore, tutte le operazioni effettuate, indipendentemente dall’importo ”.“Si conferma in questo modo" ha aggiunto Francesco Costanzo, presidente Unagraco Caserta, "quanto già deciso dal provvedimento direttoriale del 2 agosto sulla facoltà data al contribuente di scegliere liberamente la modalità di comunicazione, anche in relazione alle sue esigenze laddove è possibile, ovvero inviare i dati in forma analitica, oppure in forma aggregata”. Nella lista delle operazioni da non inserire nello spesometro, fa notare Costanzo, ci sono “le operazioni già monitorate dall’amministrazione finanziaria. In particolare, non vanno comunicate le operazioni relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate o ricevute, registrate o soggette a registrazione, riguardanti operatori economici aventi sede nei Paesi black list. Allo scopo di essere puntuali nell'analisi, abbiamo affidato un studio giuridico-economico allo studio legale dell'avvocato Maurizio Villani”.

(Da Mondoprofessionisti del 16.10.2013)