mercoledì 16 gennaio 2013

NO ALLA STRAGE DI UFFICI GIUDIZIARI


In Basilicata il Tar annulla il provvedimento di soppressione 
  della sede distaccata di Pisticci

Della revisione delle Circoscrizioni giudiziarie se ne dovrà occupare anche la Corte costituzionale: due ordinanze dei Tribunali di Pinerolo e di Montepulciano hanno rimesso la materia alla Consulta. E in Basilicata il Tar con due sentenze ha annullato i provvedimenti del Presidente del Tribunale di Matera. Sono, altresì, seguiti tre provvedimenti dei Tribunali di Sulmona, Melfi e Rossano che hanno annullato e/o sospeso i provvedimenti dei Presidenti dei Tribunali di trasferimento del personale da un ufficio all’altro. Deciso l’affondo di Maurizio De Tilla, presidente dell'Associazione Nazionale Avvocati Italiani (Anai): «Tutta l'avvocatura è impegnata in questa iniziativa, con vari procedimenti già introdotti davanti al Tar del Lazio, Sardegna, Basilicata, Emilia Romagna e Puglia. E in Basilicata il tribunale amministrativo ha già annullato con due sentenze il provvedimento di soppressione immediata della sede distaccata di Pisticci. In particolare il Tar Basilicata ha testualmente affermato che “i locali del Tribunale di Matera risultano al momento insufficienti per incorporare la Sezione distaccata di Pisticci”. Questa riforma – ha continuato De Tilla – va rivista completamente, è necessario un forte ripensamento che si faccia carico di coniugare efficienza e risparmi di spese sulla base di un'effettiva e approfondita analisi delle realtà giudiziarie. La richiesta dell’Avvocatura è l'immediata sospensione dei decreti legislativi n. 155 e 156 del 2012, per provvedere successivamente e gradualmente alla ridistribuzione dei singoli uffici con l’emanazione di uno o più decreti correttivi della normativa, con la salvaguardia dell’operatività degli uffici giudiziari sia sedi di tribunali sia sedi distaccate. Invece di una confusa e pasticciata chiusura di tribunali, sedi distaccate e di giudici di pace – ha aggiunto il presidente Anai – bisogna individuare le vere cause delle disfunzioni della giustizia che derivano dai ritardi del processo telematico, dalle carenze di personale e giudici, dalla pessima utilizzazione dei giudici laici. L’offerta dell’Avvocatura, manifestata in più riprese, riguarda l’elaborazione di un serio piano di superamento dell’arretrato, che rappresenta la prima delle condizioni per garantire una prospettiva di recupero di efficienza del sistema, con il necessario coinvolgimento della stessa Avvocatura, sulla base di un reclutamento responsabile e selezionato. E ciò insieme a una riforma della magistratura laica che valga a garantirle quella autonomia e dignità professionale che il suo ruolo ormai insostituibile esige. Diversamente – ha concluso de Tilla – si corre il pericolo di ripetere l’esperienza della media conciliazione obbligatoria che la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale. Le questioni di incostituzionalità sollevate dai Tribunali di Pinerolo e Montepulciano sono fondatissime. Si legge, tra l’altro, nelle predette ordinanze che la disciplina contenuta nella legge n. 148/2011, volta a riorganizzare la distribuzione del territorio degli uffici giudiziari, è stata introdotta per la prima volta nella legge di conversione, senza che il decreto-legge convertito ne facesse alcun cenno e senza che sia stata ripetuta la dichiarazione di straordinaria necessità ed urgenza. Ma vi è di più: la norma “intrusa”, oltre che eterogenea, non ha direttamente disciplinato la materia, perché la riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari è stata ulteriormente delegata al Governo con violazione degli artt. 70, 72, primo comma, e 27, secondo comma della Costituzione. La sequenza procedimentale delineata nella Costituzione (decreto legge seguito da legge di conversione) è stata sostituita con una sequenza diversa (decreto legge, seguito da legge di conversione, seguita a sua volta da decreto legislativo, delegato, per altro, in una materia del tutto estranea al decreto convertito, ma riferita ad altro e diverso decreto già convertito con altra legge). Siamo all’assurdo giuridico!».

(Da Mondoprofessinisti del 16.1.2013)