venerdì 25 gennaio 2013

Alpa: “Riforma forense rafforza l’impegno dell’Avvocatura”


La riforma dell’ordinamento forense, che entrerà in vigore il 2 febbraio prossimo, “si intreccia con il sistema di amministrazione della giustizia estendendo le competenze dell’Avvocatura in materia, soprattutto favorendone la collaborazione con la Magistratura, con il Ministero della Giustizia e con le altre Istituzioni che cooperano al funzionamento della complessa macchina processuale”.  Così ha esordito oggi il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, intervenuto alle cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte di cassazione alla presenza del presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato, passando in rassegna le novità del nuovo ordinamento dell’Avvocatura che darà rinnovato impulso al suo impegno nell’amministrazione della giustizia.  “In materia di amministrazione della giustizia, oltre alla cooperazione svolta dagli Ordini distrettuali nei consigli giudiziari e dal CNF nel Consiglio direttivo della Corte di Cassazione, il nuovo ordinamento forense istituisce presso il CNF l’Osservatorio sulla giustizia, prevede la istituzione presso gli Ordini dello Sportello del cittadino che faccia orientamento a titolo gratuito, conferisce delega al Governo per disciplinare più compiutamente la difesa d’ufficio, e offre agli Ordini forensi la possibilità di istituire camere arbitrali e di conciliazione per risolvere il contenzioso mediante procedure più snelle, che potrebbero consentire non solo un miglior accesso alla giustizia da parte degli abitanti del distretto ma anche una consistente riduzione del carico di lavoro dei giudici ordinari. A questo proposito, tra le molteplici iniziative che si potrebbero assumere per ridurre questo grave fardello che rallenta e ostacola l’assolvimento efficiente della funzione giurisdizionale, val la pena di riprendere la proposte di affidare da parte del giudice ordinario ad arbitri o a conciliatori la causa ormai matura, per poter liberare gli uffici da vicende facilmente risolubili senza detrimento per l’interesse pubblico e con vantaggio per le parti”. Per il presidente del CNF, tuttavia, rispetto alla situazione attuale, e alle riforme in parte avviate, molte altre sono le iniziative da assumere, “purtroppo ignorate dai programmi dei partiti presentati per la prossima competizione elettorale”:  istituzione dell’ ufficio del giudice, processo telematico, riduzione dei costi di accesso alla giustizia (contributo unificato), diventati davvero preoccupanti e onerosi soprattutto per le categorie più deboli, eliminazione di barriere all’accesso, come la conciliazione obbligatoria (dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 272/2012) “che ci si augura non sia più riproposta neppure con temperamenti e semplificazioni”, la codificazione delle best practices. Discorso a sé per quanto riguarda la riorganizzazione della geografia giudiziaria che “ottenuta con calcoli astratti, non potrà assicurare i benèfici effetti che si auspicano e al contempo implicherà costi di riorganizzazione e assestamento di sedi, di uffici, di personale che già ora gravano sul bilancio del Ministero, con anticipazione della dislocazione di giudici, procedimenti, e pratiche che alcuni provvedimenti d’urgenza hanno già bloccato perché assunti senza le dovute garanzie. Auspichiamo che i ricavi dalle spese di giustizia siano destinati alla realizzazione di questo ampio progetto di riorganizzazione e ammodernamento dell’intero sistema, al quale l’Avvocatura è pronta a collaborare con abnegazione e spirito di servizio, perché la giustizia non sia solo retta da regole formali, ma possa soddisfare le esigenze di natura sociale ed economica postulate dalla attuale difficile congiuntura. Auspichiamo che, oltre al Tribunale delle imprese, Governo e Parlamento si occupino degli interessi deboli, del Tribunale della famiglia, dei diritti fondamentali ancora negati nei rapporti interpersonali e nei progetti di vita, perché il nostro ordinamento sia al passo con l’ Europa dei diritti”. Richiamando le parole del presidente Napolitano – “un Paese solidale che sappia aver cura dei soggetti più deboli”- Alpa ha sottolineato l’inadeguatezza del nostro sistema penitenziario, sollecitando l’attenzione del Governo e del Parlamento, affinché siano assicurati i diritti di tutti i detenuti, in attesa di giudizio o in esecuzione della pena. Vi è una vera emergenza su questo fronte, sottolineata anche dalla pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo dei giorni scorsi, che richiede di porre mano urgentemente alle riforme penitenziarie insieme con le modificazioni più appropriate del codice penale e del codice di procedura penale.  Oltre che per una migliore efficienza del sistema giustizia, il presidente del Cnf ha evidenziato come l’Avvocatura agevoli il sistema economico, anche con l’adesione alle iniziative promosse dall’Unione europea nella cooperazione giudiziaria e nella realizzazione di un mercato unico retto da regole armonizzate. Il CNF ha appena presentato, insieme con il CCBE, la rappresentanza europea dell’ Avvocatura, alla Commissione europea, le sue osservazioni propositive per favorire la realizzazione di un codice civile europeo, a cominciare dal Regolamento comunitario sui contratti di vendita, che agevola sia le imprese che operano sul mercato transfrontaliero sia i consumatori dell’intera Unione”.

(Da Mondoprofessionisti del 25.1.2013)