sabato 18 dicembre 2010

Un plebiscito la riconferma di Maurizio De Tilla alla guida dell'OUA


Le priorità: modifica con il milleproroghe della mediaconciliazione obbligatoria, no alla rottamazione dell'arretrato del processo civile, approvazione rapida della riforma forense

71 voti su 76 e cinque schede bianche. Per Maurizio de Tilla è stata una marcia trionfale. La sua riconferma a presidente dell’Oua seppure scontata non si prevedeva con questi numeri.  Nel corso dei lavori della assemblea dei delegati Oua eletti a Genova  sono stati nominati, a scrutinio segreto oltre al presidente, i vice presidenti, Luca Saldarelli (Firenze, confermato), Nicola Marino (Foggia), segretaria, Fiorella Ceriotti (Busto Arsizio), tesoriere, Domenico Palmas (Aosta). Il resto delle votazioni sono state spostate a gennaio per ragioni metereologiche. «Innanzitutto – ha detto de Tilla - voglio esprimere soddisfazione e ringraziamento per un così forte sostegno alla nostra azione di questi ultimi due anni e allo stesso tempo colgo l’ occasione per fare un appello affinché ci sia un maggiore impegno a tutela degli avvocati italiani. È necessario rafforzare l’unità dell’avvocatura che non può venire meno in una fase di grande difficoltà dal punto di vista professionale ed economico: siamo oltre 230 mila e attraversiamo una situazione di grande crisi; ma anche sotto il profilo politico: con una riforma forense ancora all’esame del Parlamento e una nuova legge sulla media conciliazione obbligatoria da respingere. In quanto ai grandi problemi della nostra macchina giudiziaria, dell’eccessiva durata dei processi e delle relative ricadute tanto per i cittadini, quanto per la stessa competitività del nostro Paese, rilanciamo la nostra iniziativa nei confronti della Politica, con il Decalogo di proposte presentato dall’Oua per far funzionare gli uffici giudiziari e per ridurre i tempi con l’uso di manager e con la diffusione delle best practice, ma anche investendo nell’innovazione e nel processo telematico. In questa sede invitiamo il ministero della Giustizia ad aprire un dialogo con l’avvocatura sullo smaltimento del pendente giudiziario nel civile, senza ricorrere alla rottamazione dei processi, tutelando i diritti dei cittadini e cercando soluzioni ragionevoli, anche utilizzando la magistratura onoraria (che necessità di una urgente riforma) ma secondo criteri improntati al rigore e alla qualità. Ribadiamo – ha concluso de Tilla - la nostra richiesta di un’urgente approvazione della riforma forense e l’apertura di un confronto per inserire il numero chiuso o l’accesso programmato alla professione, mettere così un freno alla crescita esponenziale del numero degli avvocati e della loro conseguente precarizzazione. Infine, ci rivolgiamo al ministro Alfano affinché dia seguito alla proposta lanciata davanti alla platea dei delegati del recente Congresso Nazionale Forense di Genova, di istituire un ulteriore tavolo sulla media conciliazione obbligatoria. L’Oua si sente comunque di avanzare una prima proposta: si inserisca nel prossimo decreto “mille proroghe” la modifica di questo istituto, eliminando innanzitutto l’obbligatorietà».

(Da Mondoprofessionisti del 17.12.2010)