martedì 3 dicembre 2013

Giudici di pace spaccati sullo sciopero

Si spacca il fronte dei giudici di pace, con l’Associazione nazionale, guidata da Vincenzo Crasto, che invita a sospendere lo sciopero, cogliendo una volontà di dialogo nel tavolo tecnico annunciato dal ministro Cancellieri nell’incontro della settimana scorsa, e l'Unione nazionale Gdp di Gabriele Longo che spinge per proseguire fino alla data ultima del 6 dicembre, denunciando una “apertura solo apparente” senza però alcuna concreta assicurazione.

Crasto, segnale di apertura dal Ministero

Va sospeso lo sciopero, in corso dal 25 novembre scorso e previsto fino al 6 dicembre, per protestare contro la condizione di precariato nella quale operano i giudici di pace. È la richiesta, avanzata ai propri iscritti, dall'Associazione nazionale giudici di pace, a seguito dell'incontro avuto venerdì con il ministro della giustizia, Annamaria Cancellieri. Una scelta che il presidente dell'Associazione, Vincenzo Crasto, spiega come risultato del ''senso di responsabilità istituzionale'', per ''dare credito alla disponibilità dimostrata dal ministro della Giustizia'' nonostante ''la delusione complessiva'' per gli esiti dell'incontro.

L'Angdp, ha infatti colto ''un'apertura che la magistratura di pace chiedeva da tempo: l'insediamento di un tavolo tecnico presso il ministero aperto alla partecipazione dei magistrati di pace, in grado di incidere in maniera determinante sulla riforma della magistratura di pace, divenuta ormai improcrastinabile''.

Il tavolo tecnico, spiega Crasto, ''sarà il luogo per far capire al ministro le nostre buone ragioni''. Per l'insediamento del tavolo tecnico, l'Associazione ''ha chiesto al ministro Cancellieri, di voler fissare per il 16 gennaio 2014 la data dell'incontro, ovvero ad altra data tra il 13 ed il 17 gennaio'' L'Angdp auspica infine che ''in occasione dell'insediamento del tavolo tecnico, il Ministro, nella sua autonomia, voglia tener conto della rappresentatività e della volontà costruttiva dimostrata dai rappresentanti dell'Associazione''. 

Longo, apertura apparente: avanti con lo sciopero

Di segno opposto la posizione di Gabriele Longo, presidente dell'Unione nazionale giudici di pace che dopo aver qualificato come «deludente» l’incontro col ministro ha dichiarato «confermato lo sciopero sino al 6 dicembre». Per Longo, infatti, «il ministro non si è dichiarata d'accordo sulle rivendicazioni di categoria, con particolare riferimento alla richiesta, irrinunciabile e pregiudiziale, della continuità del servizio, mediante mandati quadriennali rinnovabili sino a 75 anni e previa valutazione positiva del Csm sulla produttività, professionalità ed imparzialità del giudice, trincerandosi dietro generiche difficoltà ordinamentali peraltro non spiegate».

E riguardo al “tavolo di trattative” l’Unione nazionale giudici di pace parla di “apertura apparente” e senza “assicurazioni in merito all'accoglimento delle rivendicazioni fondamentali della categoria (a partire, per l'appunto, dalla continuità del servizio)».

«L'apporto di tutti i giudici di pace attualmente in servizio - ricorda il presidente - si appalesa come irrinunciabile, al fine di evitare il blocco di tutte le attività giudiziarie degli uffici (ed i correlati, gravissimi, danni finanziari che ne deriverebbero): abbiano denunciato, come pretestuosa e assolutamente infondata, la ventilata opposizione del ministro dell'Economia, stante la  competenza esclusiva del ministro guardasigilli in materia». Nell'incontro, l'Unione ha ribadito anche «la non emendabilità del disegno di legge Caliendo, inadeguato in ogni suo punto, peraltro sottoscritta da  senatori attualmente passati all'opposizione».

«Sull'impegno formale del ministro Cancellieri di coinvolgere le organizzazioni di categoria in un tavolo tecnico di discussione - conclude Longo - rileviamo, allo stato, l'assenza di concrete aperture sulle nostre rivendicazioni tale da giustificare la revoca o sospensione dello sciopero, che, di conseguenza, resta confermato sino al 6 dicembre, salvo sicuro  ricorso ad altre azioni da effettuare fino all'accoglimento delle nostre richieste fondamentali».


Francesco Machina Grifeo (da Guida al Diritto del 3.12.2013)