venerdì 6 dicembre 2013

Disobbedienza civile anti POS

Inarsind suggerisce ai propri iscritti
di non rispettare la prescrizione 
AGA NEWS: L'ARTICOLO RIGUARDA I TECNICI.
GLI AVVOCATI, INVECE DI STARE ZITTI,
UNA TANTUM PRENDANO ESEMPIO!

“Il Governo dica se sta dalla parte dei professionisti o da quella di Banche e Assicurazioni”. Salvo Garofalo, presidente di Inarsind – Il sindacato degli ingegneri e degli architetti Liberi Professionisti – ribadisce il netto no dell'organizzazione all'introduzione del Pos obbligatorio per i pagamenti dei lavori svolti dai professionisti di area tecnica. E suggerisce agli iscritti Inarsind di non applicare la nuova normativa che entrerà in vigore a gennaio: “Nessuna sanzione è prevista – spiega Garofalo – perciò non c'è ragione di sopportare un ulteriore balzello. Si può immaginare – chiede Garofalo - un progetto pagato con bancomat o carta di credito? I nostri politici sanno che il fatturato medio del 60% di ingegneri e architetti è sotto i 25.000 euro? E che questi pagamenti sono distribuiti al massimo, per chi ha una clientela frazionata, in 20-25 movimenti all’anno? Sanno che gran parte dei clienti dei professionisti tecnici sono altri colleghi, aziende ed enti pubblici che prima acquisiscono la fattura e poi, molto tempo dopo, pagano quasi sempre con bonifici? Capiscono che quasi sempre la prestazione di un architetto o un ingegnere supera i 250 euro, che sono il limite usuale per una carta di debito? E che spesso superano i 1000 euro per cui il pagamento è già tracciabile? Purtroppo i Ministri del Governo Monti – osserva Garofalo - almeno in questo caso, hanno legiferato senza conoscere i destinatari delle loro norme creando, nonostante i proclami, sempre più burocrazia, costi e incombenze. O forse, come qualcuno sosteneva, quello era davvero il governo delle Banche e delle Assicurazioni?”. Obiezioni concrete quelle di Inarsind, che non sono certo volte a ostacolare la lotta all'evasione fiscale: “Nessuno è contro la lotta all’evasione – sottolinea Garofalo - o in generale all’introduzione di sistemi di pagamento elettronico, ma l’introduzione del POS obbligatorio ha senso solo nel commercio, e forse in alcuni servizi professionali ricorrenti come quelli sanitari”. Il POS obbligatorio per le professioni tecniche, invece, rischia di essere solo un ulteriore balzello. Per questo Inarsind propone al governo di tentare un'altra strada, che cerchi di facilitare chi lavora invece di favorire le Banche, soprattutto in questo grave momento di crisi: “Se vuole davvero modernizzare i metodi di pagamento e ridurre l’evasione – suggerisce il presidente di Inarsind - il Governo Letta cominci, di concerto con le Banche, a cui in questi anni tanto è stato dato, a offrire gratuitamente e a commissioni zero i Pos. Vedranno che il suo utilizzo, anche senza essere obbligatorio, si diffonderà come nelle altre nazioni, rapidamente ove realmente utile”. E a proposito degli oneri posti sulle spalle dei liberi professionisti negli ultimi anni, Garofalo torna a chiedere che l'assicurazione obbligatoria sia rimandata al 2014: “Visto che il Governo Letta deve riparare agli sbagli del passato – dice Garofalo - sospenda l’obbligatorietà della assicurazione per i liberi professionisti consentendo un periodo (fino al 31/12/2014) di sperimentazione per le assicurazione, considerato che nella riforma delle professioni prestazioni, rischi, franchigie e i massimali in rapporto al fatturato non sono definiti e rischiano così di non tutelare né il committente né il professionista ma di fare gli interessi delle sole assicurazioni come si è visto in questi primi 5 mesi di applicazione dove abbiamo riscontrato massimali inconsistenti a fronte di pagamenti esosi. Il Governo decida quindi i massimali minimi e l’obbligatorietà per le assicurazioni di stipula come la RCA automobilistica”.


(Da Mondoprofessionisti del 6.12.2013)