lunedì 2 dicembre 2013

Estesa a 70 anni durata diritti connessi a diritto d’autore

Lo scorso 21 novembre il Consiglio dei Ministri, in recepimento della direttiva comunitaria 2011/77/UE, ha approvato l’estensione da 50 a 70 anni della durata dei diritti connessi al diritto d'autore riconosciuti ad artisti, interpreti ed esecutori, sulle interpretazioni musicali fissate in un fonogramma e dei produttori di fonogrammi. Lo schema di decreto legislativo passerà ora alle Camere per l'approvazione definitiva. 
I diritti connessi, come è noto, sono quei diritti che spettano per la pubblica diffusione di musica registrata non agli autori originali che hanno creato l’opera, bensì a coloro che sono intervenuti sull’opera da un punto di vista professionale con la propria creatività (interpreti ed esecutori) o con la propria attività di impresa (produttori fonografici).
Il nuovo termine di 70 anni di protezione sarà calcolato a partire dalla data di prima pubblicazione lecita su supporto fisico o comunicazione al pubblico del fonogramma (ad es. via radio, canali tv, Internet). L’estensione della protezione trova applicazione solo con riferimento alle interpretazioni musicali fissate in un fonogramma e ai fonogrammi stessi, restano esclusi sia i diritti degli artisti sulle interpretazioni che non sono fissate in un fonogramma, sia i diritti dei produttori sulle opere cinematografiche o audiovisive, la cui durata rimane di 50 anni.

Scopo dell’iniziativa legislativa è l’innalzamento del livello di protezione degli artisti dell’industria musicale, per garantire loro uno sfruttamento economico ed artistico delle proprie interpretazioni per un periodo più lungo degli attuali 50 anni, spesso insufficienti a proteggere le esecuzioni per tutta la vita dell’artista. Tale misura garantisce agli artisti, interpreti o esecutori, che iniziano la loro carriera in giovane età un adeguato ritorno economico per le loro interpretazioni musicali in età avanzata, facendo fronte al calo del reddito della loro attività professionale negli ultimi anni di vita; inoltre, servirà a limitare un uso discutibile delle esecuzioni degli artisti quando questi sono ancora in vita.

La nuova norma prevede anche che decorsi 50 anni dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico del fonogramma, qualora il produttore non metta in vendita, o comunque a disposizione del pubblico, un numero sufficiente di copie del fonogramma, l’artista, interprete o esecutore, avrà facoltà di risolvere unilateralmente il contratto di cessione dei diritti connessi con la casa discografica. Il produttore avrà altresì l'obbligo di accantonare un fondo pari al 20% dei ricavi annui da devolvere agli artisti i cui contratti discografici prevedono forme di remunerazione non ricorrente (i.e. compenso forfettario o non calcolato in percentuale sulle vendite), garantendo loro una remunerazione annua supplementare irrinunciabile.

Apprezzamento positivo per l’adozione del provvedimento è stato espresso dalla FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), PMI (Produttori Musicali Indipendenti) e IFPI (Federazione Internazionale Industria Discografica). L’effetto della nuova norma è quello di proteggere dal pubblico dominio gran parte della produzione discografica degli artisti in attività dagli anni '60 (tra cui i noti big stranieri e italiani), che ha indubbiamente un valore di asset strategico per le aziende musicali. L’estensione del termine di durata del copyright certamente comporterà molti vantaggi per le major e le grandi rockstar ma vi saranno conseguenze positive anche per gli artisti di minore popolarità e potere contrattuale. La nuova norma costituisce in ogni caso un riconoscimento al ruolo importante che gli artisti interpreti svolgono nel successo di una canzone.


Rocco Lanzaveccvhia (da ilsole24ore.com del 29.11.2013)