venerdì 23 novembre 2012

E Bruno Vespa non mediaconciliò…


Citato davanti all'organismo di Mediazione Forense
di Roma, il giornalista non si è presentato

Il 16 novembre presso i locali dell’ Organismo di Mediazione Forense di Roma si è tenuto l’incontro previsto per l’istanza promossa dall’avv. Claudio Macioci del Foro di Roma nei confronti della RAI e del noto conduttore Bruno Vespa.
La richiesta di mediazione (ancora obbligatoria per l’eventuale prosecuzione giudiziaria) traeva origine dalla diffamazione operata dal conduttore televisivo durante la puntata del popolare show televisivo “Porta a Porta” del 24 ottobre u.s. durante la quale egli aveva affermato che la “mediazione obbligatoria” era un istituto da salvaguardare e che gli Avvocati – sostanziali responsabili del recente provvedimento che ne cancella l’obbligatorietà - costituiscono una Lobby intenta a perseguire i personali vantaggi e che costoro hanno interesse nella lungaggine dei processi, perché fonte di guadagno, a danno dei propri assistiti.
Il concetto veniva sostanzialmente confermato e, per certi versi, persino rafforzato, in due interventi (uno sul sito facebook di “Porta a Porta” ed un altro in coda alla puntata del 12 novembre u.s. dello stesso programma televisivo).
All’incontro odierno non ha partecipato la RAI, che ha fatto pervenire un fax a firma del responsabile degli Affari Legali, avv. S. Lo Giudice, col quale si dichiaravano i motivi per i quali non si accettava il contraddittorio, ritenendo infondata la domanda; ma non ha partecipato nemmeno il dott. Bruno Vespa, senza peraltro rilasciare nessuna comunicazione. La mediazione dunque ha avuto esito negativo per l’assenza dei chiamati.
Desta stupore e rammarico che il conduttore televisivo, paladino e strenuo difensore della Mediazione Obbligatoria, come Istituto giuridico capace “di dirimere le controversie con notevole risparmio di tempo e di soldi”, non abbia ritenuto di contrastare la domanda nella sede a lui più congeniale e rispondere o rendere conto delle frasi offensive e denigratorie pubblicamente pronunciate nei confronti degli Avvocati italiani e della Classe Forense.

Carlo Selmi (da Mondoprofessionisti del 23.11.2012)