lunedì 10 dicembre 2012

Riforma forense con l'acqua alla gola


Lo scioglimento delle Camere fermerebbe il provvedimento

Una fine anticipata della legislatura potrebbe vanificare gli sforzi dell’avvocatura per ottenere una nuova regolamentazione della professione. Ferma in commissione al Senato sotto il peso di un cospicuo pacchetto di emendamenti la riforma della professione forense non potrebbe essere approvata. È vero che il provvedimento è stato calendarizzato per l’Aula nella prossima settimana, ma i tempi sono strettissimi visto che prima deve essere approvata la legge di bilancio. Monti ha dichiarato che salirà al Colle per dare le dimissioni subito dopo l’approvazione della legge di stabilità. Dimessosi il Governo il lavoro del Parlamento si blocca in attesa di un nuovo esecutivo. Tutto fermo, dunque, anche se Napolitano tentasse un rimpasto prima di sciogliere le Camere e se ciò avvenisse  la sorte del provvedimento sarebbe segnata.    È tuttavia vero che prima dello scioglimento del Parlamento si è sempre verificato un corri corri all’approvazione dei provvedimenti più importanti per evitarne la decadenza. Ma in coscienza non credo che i deputati, molti dei quali finirebbero nella nuova legislatura per rimanere a casa, possano preoccuparsi della riforma forense. Unica consolazione, seppur magra, per il mondo forense è che i regolamenti parlamentari prevedono una corsia preferenziale per quei provvedimenti che, approvati da un ramo del Parlamento vengano ripresentati all’inizio della nuova legislatura.  

Luigi Berliri (da Mondoprofessionisti del 10.12.2012)