venerdì 2 maggio 2014

LA TOGA AL TEMPO DEL COMPUTER

Il processo civile telematico chiama gli Avvocati
al rispetto della deontologia tecnologica

Per gli avvocati la sfida della tecnologia si vince anche con la deontologia, aggiornata nel Nuovo codice deontologico forense approvato dal Cnf lo scorso 30 gennaio (e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale). Lo stretto rapporto tra il Processo civile telematico (PCT), che entrerà in vigore con carattere obbligatorio dal 30 giugno prossimo per il deposito telematico degli atti interni al processo, e la deontologia forense è stato messo in luce nel convegno organizzato oggi dal Consiglio Nazionale Forense e l’ordine forense di Teramo, che si è svolto nell’aula magna dell’università della città abruzzese.  “Il Cnf ritiene il Pct uno dei motori essenziali per l’efficienza della Giustizia”, ha introdotto i lavori il presidente Guido Alpa. “In questi prossimi mesi vi sarà la sostanziale coincidenza dell’entrata in vigore sia di questa nuova modalità dell’attività d difesa dei diritti delle persone che della nuova legge professionale forense nel suo complesso, anche delle nuove regole deontologiche. L’Avvocatura è chiamata ad un rinnovamento ed a questa sfida è pronta a rispondere”. Il collegamento imprescindibile è dunque quello della formazione e dell’aggiornamento, ha evidenziato il consigliere Lucio Del Paggio, vicepresidente della Fondazione per l’innovazione e l’informatica forense. “La FIIF ha predisposto semplici video tutorial, pubblicati sul proprio canale YouTube, che in modo chiaro e diretto forniscono indicazioni operative su ciò che serve e quali sino le attività che l’avvocato dovrà compiere nel PCT”, ha detto Del Paggio. Video che finora hanno totalizzato oltre 15mila visualizzazioni. Sul sito istituzionale del Cnf, inoltre, è stato pubblicato un Vademecum semplice al Pct.  Il coordinatore della commissione deontologica, Stefano Borsacchi, ha illustrato le novità principali del Nuovo Codice deontologico forense con una postilla: “La riforma forense ha previsto la tendenziale tipizzazione degli illeciti deontologici. E il testo, superando completamente la originaria diffidenza che nella versione del 1997 vietava la “pubblicità”, disciplina con equilibrio le nuove forme di comunicazione dei legali, anche quelle sul web. “È evidente che il progredire della tecnologia, l’avvio del Pct, imporranno una verifica costante sull’attualità delle fattispecie”.   Gli avvocati del Gruppo FIIF sono intervenuti ai lavori toccando aspetti specifici. Andrea Pontecorvo ha evidenziato le norme deontologiche che vengono chiamate in causa dal PCT: i doveri di competenza, il dovere di aggiornamento professionale e formazione continua, il dovere di colleganza e il dovere di impostare correttamente il rapporto con gli organi di informazione. Maurizio Reale ha esposto la normativa  E gli avvocati sui social network? Per Alessio Pellegrino l’imperativo è non fare confusione tra il proprio profilo privato e quello professionale: per il secondo è essenziale il rispetto di tutti i principi deontologici, con “dignità” e “integrità”.


(Da Mondoprofessionisti del 2.5.2014)