giovedì 16 aprile 2015

Concorrenza, no a invasioni di campo del ministero Sviluppo economico

COMUNICATO STAMPA O.U.A.

Stralcio della norma che consente i soci di solo capitale negli studi legali, così come prevista dal DDL Concorrenza, licenziato dal Consiglio dei Ministri e ora all'esame delle Commissioni alla Camera dei deputati. Ma anche disponibilità al dialogo con il Ministero di Giustizia, affinché si avvii una vera modernizzazione della professione forense. No alle invasioni di campo e ai colpi di mano dei ministeri economici, anche per evitare le fallimentari esperienze del passato. Questa le ferme richieste contenute in un documento dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura discusso negli Stati Generali dell'Avvocatura Italiana, riuniti oggi a Roma (realizzato anche un documento sui “fatti” di Milano con precise richieste sulla sicurezza e le strutture giudiziarie).

Ai lavori hanno partecipato il Cnf, la Cassa Forense, il Coordinamento degli Ordini, numerosi Presidenti degli Ordini forensi di tutta Italia e diverse associazioni di categoria. All'assise erano anche presenti i rappresentanti di diverse forze politiche, tra questi per il forum giustizia del Pd, Sandro Favi e Filippo Marciante, per il partito dei Socialisti Italiani, l’onorevole Marco Di Lello.

“Questa norma è un pasticcio - attacca Mirella Casiello - non solo perché contraddice i principi che ispirano la professione forense ma anche perché, così come è stata formulata, non prevede alcuna limitazione alla presenza di soci di mero capitale alle società di avvocati e soprattutto non affronta i problemi legati alla fiscalità e alla previdenza di queste società ‘ibride’ ”.

“Mi sia permessa un'ulteriore valutazione - prosegue la Presidente OUA - così com'è stata formulata, la norma rischia di compromettere le garanzie di rispetto dei principi di equa previdenza, solidarietà generazionale e imparzialità fiscale per i soggetti operanti, tutti principi osservati dall’Avvocatura.

“Sulla base di queste considerazioni - conclude Casiello – si chiede al Governo di stralciare la norma dal Ddl Concorrenza per riportare la discussione nell'alveo del Ministero di Giustizia competente. Gli interventi sulla materia non possono essere adottati senza consultare tutte le componenti dell'Avvocatura che sono, lo ribadiamo, sempre disponibili al confronto”.


Roma, 16 aprile 2015