Il
camionista che sosta in nella corsia di emergenza, per evitare il classico
«colpo di sonno», non è responsabile della morte dell’automobilista
schiantatosi contro il suo mezzo. E’ quanto affermato dalla Corte di
cassazione, nella sentenza n. 19170/2012.
Il caso. Una mattina di inverno, sull’autostrada del Sole,
un automobilista perdeva il controllo dell’auto a seguito dello scoppio di un
pneumatico. Il veicolo, dopo aver effettuato più giri su se stesso, si
schiantava contro un tir in sosta sulla corsia di emergenza. Per
l’automobilista, purtroppo, l’urto si rivelava fatale, mentre gli altri
occupanti del veicolo riportavano lesioni personali. Il Gup dichiarava non
doversi procedere perché il fatto non sussiste nei confronti del camionista in
ordine al reato di omicidio colposo, poiché aveva assimilato la stanchezza al
malessere fisiologico, che giustificherebbe la sosta sulla corsia di emergenza.
Di parere opposto sono il PG e le parti civili che propongono ricorso per
cassazione.
Il giudizio di legittimità. La
Suprema Corte però ritiene corretto l’inquadramento della
fattispecie effettuato dal Gup: «il termine malessere non può esaurirsi nella
nozione di infermità incidente sulla capacità intellettiva e volitiva del
soggetto», ma è necessario ricomprendere in esso l’incoercibile necessità
fisica anche transitoria che non consente di proseguire la guida con il dovuto
livello di attenzione, come - ad esempio - «la stanchezza ed il torpore che
sono segni premonitori di un colpo di sonno ed impongono al soggetto, per
concrete esigenze di tutela per sé e per gli altri utenti della strada, di
interrompere la guida». Pertanto, per piazza Cavour, la causa esclusiva del
sinistro è da individuare nello scoppio del pneumatico.
(Da avvocati.it del 25.6.2012)