lunedì 2 novembre 2015

COMMEMORIAMO I DEFUNTI


Inammissibile eccezione d’usucapione da parte del terzo

Trib. Taranto, Sent. n. 2743 dell’11.9.2015

L'usucapione, al pari della prescrizione estintiva, puo' essere invocata soltanto da colui in favore del quale si e' verificata e dai suoi danti causa, oltre che, per il combinato disposto degli art. I 165, 2939cc, dai creditori e da coloro che vi abbiano interesse, in quanto legati a colui per il quale l'acquisto si sarebbe verificato,da un rapporto per cui l'usucapione avvenuta inciderebbe sull'esistenza o estensione di un loro diritto o obbligo nei confronti del medesimo.

Sicche', in difetto di tale rapporto, deve escludersi che il terzo semplice possessore della cosa, convenuto in giudizio di rivendicazione o divisione, possa opporre l'usucapione del diritto dell'attore,rientrando nei poteri di disposizione di questi l'avvalersi o meno dell'usucapione medesima.

(Da dirittoitaliano.com del 2.11.2015)

sabato 31 ottobre 2015

FOTO CONVEGNO DNA

Pubblichiamo due foto relative al convegno sul tema "DNA ED ACCERTAMENTO DEL FATTO - REATO" organizzato dall'AGA in collaborazione col Gruppo 24 Ore e svoltosi nell'aula delle adunanze del Palazzo di Giustizia di Catania a inizio ottobre




venerdì 30 ottobre 2015

Avances del marito e violenza sessuale

Non ha nessun valore scriminante la circostanza
che la donna non si opponga palesemente ai rapporti sessuali
se l'autore ha consapevolezza del rifiuto implicito

Con la sentenza numero 42993/2015, depositata il 26 ottobre la Corte di Cassazione ha ricordato che il delitto di violenza sessuale può essere integrato anche attraverso una violenza idonea a porre la vittima in uno stato di soggezione, disagio e vergogna, tanto da indurla ad assecondare le avances del molestatore per evitare danni maggiori.

Così, nel caso di specie, è stata confermata la condanna a quattro anni di reclusione per il ricorrente, che aveva abusato della moglie (e maltrattato anche i figli): la donna, infatti, aveva accettato le richieste a sfondo sessuale fatte dal marito solo perché stanca, sfinita e impaurita.

In sostanza, per la Cassazione, la violenza e la minaccia vanno valutate utilizzando come riferimento non criteri astratti ma circostanze concrete. Così, esse possono essere rilevanti ai fini della configurazione del delitto di abusi sessuali anche nel caso in cui si estrinsechino in una intimidazione psicologica idonea a influire negativamente e condizionare la libera determinazione della vittima. Senza che sia necessario che esse si protraggano anche nella fase esecutiva del comportamento criminoso.

Di conseguenza nessun valore scriminante può essere dato alla circostanza che la moglie non si opponga palesemente ai rapporti sessuali se risulti provato che l'autore aveva consapevolezza del rifiuto implicito, consapevolezza derivante chiaramente dalle violenze e dalle minacce poste in essere precedentemente.

Oltretutto, la Corte ha ricordato che nella fattispecie in esame l'errore sul dissenso si sostanzia in un errore inescusabile sulla legge penale e non può in ogni caso configurarsi l'esimente putativa del consenso dell'avente diritto.


Valeria Zeppilli (da studiocataldi.it)

Voltura utenza idrica, morosità pregresse non imputabili a nuovo utente

Con l'innovativa ed arguta sentenza n. 767/2015, depositata il 12 ottobre scorso, il Giudice di Pace di Asti ha risolto l'annosa e controversa questione su chi debba pagare le spese pregresse in caso di voltura delle utenze domestiche. Nel caso di specie, un professionista, dopo aver acquistato un immobile a seguito di una procedura giudiziaria all'incanto, si vedeva contestare dalla locale società erogante il servizio di distribuzione dell'acqua potabile, l'omesso pagamento delle fatture per il servizio di fornitura idrica, imputabile al precedente proprietario.
La società richiedeva le somme al “nuovo proprietario” subentrante, invocando l'articolo 9, comma 7, del locale Regolamento dell'Autorità d'Ambito N. 75 del 11/11/2005, che così recita : “chi subentra nell'unità immobiliare, in cui esista già in funzione una presa, deve sottoscrivere una voltura del contratto di somministrazione entro 30 giorni; in caso d'inadempimento dovrà assumere in capo a se stesso gli obblighi dell'utente cessato”.

Il Giudice ha accolto le ragioni del proprietario subentrante, precisando, in primo luogo, che “gli importi portati dalle fatture precitate non possono essere addebitati all'odierno attore, in quanto trattasi di morosità maturate anteriormente rispetto alla voltura della fornitura di acqua dallo stesso sottoscritta, imputabili solo ed esclusivamente al precedente utente...”.

Quanto all'applicabilità del Regolamento dell'Autorità d'Ambito, il Giudice ha stabilito che, trattandosi di un provvedimento amministrativo volto a regolare i rapporti tra amministrazioni, non è estendibile ai rapporti tra il gestore del servizio e gli utenti.

Questa rivoluzionaria sentenza potrà essere utilmente applicata ai numerosissimi casi di sfratti per morosità, in cui molto spesso gli inquilini morosi non pagano le utenze e le società di erogazione dei servizi essenziali ne ribaltano il costo sui proprietari degli immobili. In periodo di crisi economica, una bella notizia a tutela dei consumatori.


Erik Stefano Carlo Bodda (da studiocataldi.it)

lunedì 26 ottobre 2015

PCT, STOP ALLE COPIE DI CORTESIA

IL MINISTERO EMANA UNA CIRCOLARE ESPLICATIVA,
ACCOLTA LA PROPOSTA DELL'OUA

L'Organismo Unitario dell'Avvocatura esprime soddisfazione per la circolare del 23 ottobre 2015 emanata dal ministero della Giustizia con la quale è stato definitivamente chiarito che è compito delle cancellerie, ove il giudice ne faccia richiesta, assicurare la stampa di atti e documenti depositati telematicamente, esentando così gli avvocati dal deposito delle cosiddette "copie di cortesia", prassi che aveva onerato l'avvocatura di un incombenza incoerente con la ratio del pct.

"Il ministro Orlando - ha sottolineato il Segretario Oua, Stefano Radicioni - ha accolto le richieste che l'Organismo Unitario dell'Avvocatura ha formulato nel corso dell'incontro svoltosi lo scorso 14 Luglio”.

"Un ulteriore passo avanti verso la effettiva realizzazione del processo civile telematico - ha concluso la presidente Oua, Mirella Casiello -. Si valorizza così il grande sforzo sostenuto dall'avvocatura per il successo del Pct. Con la circolare, inoltre, si conferma la giusta interpretazione da parte dell’Oua del provvedimento emanato in estate, a fronte delle molte polemiche di quei giorni».

CS OUA del 24.10. 2015

sabato 24 ottobre 2015

La crisi blocca la crescita degli studi

L’avvocatura «sta attraversando una fase di forte crisi», per l’80% degli intervistati. Soffre la «perdita di prestigio» per il 60% e le «inefficenze del sistema giustizia» per il 49 per cento. Non solo: ci sono «troppi avvocati», a detta del 45% degli avvocati stessi. Ma mentre la crisi economica si intreccia con quella che appare come una perdita dei punti di riferimento anche nella vita professionale, emerge prepotente una domanda di nuova rappresentanza: da un lato il 47% dei legali intervistati chiede di «limitare l’accesso alla professione» per mettere un freno alla concorrenza al ribasso fra colleghi, dall’altro, il 36% vorrebbe «favorire il ricambio generazionale».
Sono queste alcune delle risposte contenute nella seconda parte della ricerca del Censis, commissionata da Cassa forense, sull’avvocatura italiana (la prima parte era stata illustrata alla Conferenza nazionale della Cassa forense a Rimini a fine settembre). La ricerca, che comprende le risposte di circa 8mila legali, verrà illustrata questa mattina a Padova, nella prima sessione del Congresso Aiga.

La fotografia della professione scattata dal Censis è per certi versi statica, visto che la dimensione del proprio studio è stabile per il 76% degli intervistati, mentre è diminuita per il 15% ed è cresciuta solo nel 9 per cento.

I problemi affrontati vanno dalla difficoltà a risparmiare (per l’82% del campione) alla diminuzione del reddito familiare (che colpisce il 55%), dalle difficoltà derivanti da una riduzione dell’attività (50%) alle difficoltà economiche dovute a spese impreviste (45%). Per quasi il 70% degli avvocati tali eventi hanno avuto ripercussioni sul lavoro – si legge nella sintesi che verrà presentata stamattina al congresso Aiga –. Il 25% ha dovuto ridurre l’attività, il 3% l’ha interrotta, e il 42% ha avuto problemi con clienti e collaboratori.

Tra i rimedi possibili, oltre all’assai gettonato limite all’accesso alla professione sul quale il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che interverrà questo pomeriggio al Congresso ha annunciato novità eurocompatibili, trovano posto anche l’aumento dell’offerta di welfare, soluzione che piace al 28%, e le forme di supporto alla formazione continua.

«Per Aiga - sottolinea Nicoletta Giorgi, presidente dei giovani avvocati-, è importante che la giovane avvocatura si confronti con un mercato che cambia: la crisi economica ha accelerato la messa in discussione del vecchio modello di avvocatura, come anche la ricerca del Censis dimostra. Noi siamo impegnati a costruirne uno nuovo». E Giorgi, quanto all’accesso alla professione, ribadisce di essere assolutamente favorevole, come dimostra anche la ricerca, a una modifica dell’ultimo anno di Giurisprudenza per introdurre una selezione per sceglie di intraprendere la professione.


G.Ne. (da Il Sole 24 Ore del 23.10.2015)