sabato 12 luglio 2014

IL PCT SPIEGATO DAL PRESIDENTE FIUMANO'


Oltre cento gli avvocati che stamane hanno partecipato all'incontro formativo, organizzato dalla nostra Associazione, sull'attualissimo tema: "Il processo civile telematico: dalla teoria alla pratica", svoltosi nella Sala Romeo del Palazzo delle Culture messa a disposizione dal Comune di Giarre.
Con la brillante oratoria che lo contraddistingue, il presidente dell'AGA Giuseppe Fiumanò, con l'ausilio di immagini ed il prezioso supporto tecnico di Leonardo Sorbello della Service One di Giarre, ha illustrato tutti gli adempimenti necessari per procedere alla realizzazione di un atto ed al consequenziale invio tramite gli appositi programmi, soffermandosi sia sugli hadware che sui software necessari e rispondendo alle numerose domande rivolte da una platea mai come oggi interessata, attenta e... preoccupata!
Senza tema di smentita può affermarsi che chi ha partecipato all'incontro abbia potuto acquisire qualche competenza in più riguardo al PCT.

venerdì 11 luglio 2014

Passi avanti per evitare soppressione TAR Catania

Bianco: «Fiducia nel lavoro della commissione
per evitare la soppressione del Tar»

«Ho grande fiducia sul lavoro della Commissione Affari Costituzionali e nel clima che ho trovato: tutti hanno ascoltato con grande attenzione dopo aver letto con interesse il dossier che ho fatto avere loro».

Così il sindaco Enzo Bianco ha commentato l'esito della sua audizione davanti alla Commissione sulla vicenda del Tar di Catania, soppresso dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del Decreto legge che prevede l'eliminazione di tutte le sedi distaccate dei Tribunali amministrativi regionali.

Oltre a Bianco sono stati sentiti dalla Commissione, presieduta da Francesco Paolo Sisto, alla presenza del sottosegretario alla P. a. Angelo Rughetti, anche i sindaci di Lecce Paolo Perrone e di Salerno Vincenzo De Luca, dove la situazione dei Tar ha similitudini con Catania.

Ai lavori erano presenti anche alcuni deputati catanesi tra cui Andrea Vecchio, Angelo Attaguile e un parlamentare del M5S «Le possibilità di cui si parla - ha spiegato Bianco - sono tre: recuperare le sedi distaccate più grandi a livello nazionale, salvare quelle più grandi della sede nel rispettivo capoluogo di Regione, non abolire i Tar delle città sede di Corti d'Appello. Catania rientra addirittura in tutti e tre questi casi, quindi, se passerà, come tutti ci auguriamo, una deroga, la sezione del Tar di Catania sarà salva».

«Nel corso dell'audizione - ha detto Bianco - ho avuto modo di esporre tutto il documento, spiegando come il Tar di Catania sia, dal punto di vista dei carichi di lavoro, il terzo d'Italia, dopo quelli di Roma e di Napoli, e il secondo per carichi pendenti dopo quello di Roma. Serve cinque province siciliane su nove, più di metà della Sicilia, in un territorio dove ricadono tre Corti d'Appello. Ho dato conto delle firme dei parlamentari di tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, raccolte a supporto del nostro documento indirizzato a Napolitano, Renzi, ai ministri competenti e ai gruppi parlamentari, e di tutte le forze produttive e sindacali impegnate in questa battaglia, a cominciare dai sindaci delle città capoluogo della Sicilia orientale».

«Ho spiegato - ha aggiunto - che se si chiudesse il Tar di Catania, la Pubblica amministrazione non realizzerebbe alcun risparmio, perché tutti i dipendenti continuerebbero a ricevere lo stipendio, bisognerebbe pagare loro il trasferimento, e pagare anche una nuova sede a Palermo. Ho ribadito che Catania, settima città metropolitana d'Italia con una popolazione di circa un milione di persone non può continuare a pagare il fatto di essere la più grande città italiana non capoluogo di Regione. Così come un territorio come la Sicilia Orientale, il più attivo e vitale della Sicilia, non può essere penalizzato: i cittadini, gli enti, le aziende dovrebbero andare in una sede che dista mediamente dai 200 ai 350 km per difendere i propri diritti con un aggravio di spese troppo pesante".

Oltre al documento illustrato durante i lavori, Bianco ha consegnato alla Commissione anche un'analisi del prof. Giuseppe Di Vita commissionata dall'Ordine degli Avvocati all'Università degli Studi di Catania, dal quale emerge come non ci sia "alcun aumento di efficienza economica che possa suffragare la soppressione delle sezioni staccate dei Tar, istituite per fare fronte alla maggiore domanda di giustizia proveniente dalle regioni con un elevato numero di abitanti e per evitare il verificarsi di diseconomie esterne legate ad una eccessiva dimensione degliorgani di giustizia amministrativa ubicati nei capoluoghi di regione».


(Da La Sicilia del 10.7.2014)

DOMANI CONVEGNO AGA SUL PCT

www.agagiarre.it
Associazione Giarrese Avvocati
FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA 2014
Sabato 12 Luglio 2014, ore 9–12
Sala “Romeo” Palazzo delle Culture
 Piazza Macherione - Giarre
Incontro sul tema:
“Il processo civile telematico: dalla teoria alla pratica”
Relatore:
Avv. Giuseppe Fiumanò 
Presidente A.G.A.
La partecipazione all’evento, in corso di accreditamento
da parte dell’Ordine Avvocati di Catania, dà diritto a n. 3 crediti formativi.
La partecipazione è gratuita per i soci dell’AGA.
Ai non iscritti è richiesto un contributo-spese di € 5,00.

giovedì 10 luglio 2014

... IN COMPENSO OGGI E' CHIUSO!

Non abbiamo fatto in tempo a pubblicare la notizia della confermata permanenza dell'Ufficio del Giudice di Pace di Giarre, che diversi colleghi ci segnalano l'inopinata chiusura odierna della sede di via Veneto!
Se da un paio di giorni v'è un avviso che indica il differimento delle odierne udienze per non meglio specificati motivi di organizzazione che comunque si può giustificare, quel che sconcerta è l'assoluta mancanza di rispetto nei confronti di avvocati, consulenti tecnici e cittadini che si vedono privati di un servizio essenziale senza essere debitamente informati per tempo, ad esempio tramite organi di stampa ed affissioni: si pensi a chi viene da fuori, che trova la porta letteralmente chiusa dopo essersi sobbarcato chilometri sotto questo caldo, magari con atti che scadono come deposito o iscrizione a ruolo... 
Qualsiasi sia il motivo, sicuramente importante, che ha portato a questa impopolare decisione, riteniamo che, ad esempio, destinare un'unità dei vigili urbani al ricevimento -ancorchè inutile- dei malcapitati recatisi oggi dal GdP sarebbe stato, quantomeno, educato...

IL GIUDICE DI PACE NON SPARISCE

Ce l'abbiamo fatta. L'ufficio del Giudice di pace di Giarre resta in vita. Dal Ministero, tramite la presidenza del Tribunale di Catania, è arrivata la comunicazione al giudice coordinatore del Giudice di pace di Giarre e al sindaco Roberto Bonaccorsi, primo cittadino del comune capofila.
Confermato il personale assegnato dai Comuni: due unità da Giarre, una da Mascali, una da Fiumefreddo e una da Riposto. La circolare dà anche disposizioni sulla formazione del personale: i lavoratori dovranno presentarsi, entro il 15 luglio, all'ufficio del Giudice di pace di Catania per cominciaree il tirocinio che durerà almeno 60 giorni per ogni partecipante. Gli altri uffici del Giudice di pace mantenuti in provincia di Catania sono quelli di Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Paternò e Randazzo. L'unico che non è stato mantenuto è quello di Mascalucia.

Il sindaco Roberto Bonaccorsi esprime soddisfazione per il lavoro sinergico dei sindaci del circondario «che hanno ritenuto imprescindibile mantenere questo presidio di giustizia.

La precedente Amministrazione aveva avviato il lavoro che è stato completato dall'attuale Giunta con risultati che non erano scontati, tant'è che qualche ufficio è saltato».

Soddisfatto anche il presidente dell'Associazione giarrese avvocati, Giuseppe Fiumanò, per gli sforzi profusi da tutti che sono andati a buon fine: «Una volta trasferiti nella sede dell'ex sezione staccata dal tribunale - ci dice - come promesso dal sindaco, contiamo di ottenere una stanza ove potere riprendere la normale vita dell'associazione».

Tirano un sospiro di sollievo anche i lavoratori: il funzionario giudiziario Gianni Zagaglia esprime grande soddisfazione e ricorda che la gestione ministeriale al massimo potrà durare sino ad ottobre, poi tutto sarà gestito dai comuni.


Maria Gabriella Leonardi (da La Sicilia del 9.7.2014)

mercoledì 9 luglio 2014

DL semplificazione: Avvocatura in audizione alla Camera

Un testo unico sulle norme sul PCT
per evitare pregiudizi al diritto di difesa.
Avviare una riflessione approfondita
sulle sezioni staccate TAR

Sul ddl di conversione del decreto di riforma della pubblica amministrazione, lunedì in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, sono stati ascoltati i rappresentanti del mondo forense. Per l’Organismo Unitario dell’Avvocatura, il segretario Paolo Maldari  ha confermato la completa disponibilità al confronto per mettere a regime il nuovo processo civile telematico (Pct), chiedendo, però, che si intervenga per risolvere le criticità che stanno emergendo sul territorio. Allo stesso tempo ha sottolineato, però, la netta opposizione all’aumento del contributo unificato: «È bene chiarire – ha precisato il segretario Oua - che il ministero non ha scelto la strada del meccanismo premiale per favorire il ricorso al nuovo sistema. Infatti, la sbandierata giustificazione della riduzione delle copie e, quindi, delle entrate, non sono non è reale ma è la leva che consente di far lievitare ancora una volta, appunto, il contributo unificato. Anzi, con il Pct dovrebbero venire meno anche altri balzelli come, per esempio, la cosiddetta marca da 27 euro, cioè la vecchia anticipazione forfettaria che è anacronistica e che non ha più ragione di esistere. È bene ricordare che in pochi anni i costi complessivi per accedere alla macchina giudiziaria sono lievitati di oltre il 140%».   L’Oua, quindi, ha messo in evidenza le differenze tecnologiche che continuano a persistere tra le diverse realtà del Paese. «La diffusione dell'informatizzazione degli uffici giudiziari è a macchia di leopardo – spiegato Maldari - vi sono sedi in cui la realizzazione del PCT è in stato avanzato (Sulmona per citare un esempio virtuoso di un tribunale non in una grande città) e altre in cui l'informatizzazione è agli albori e che necessitano di interventi strutturali. Altrimenti – ha aggiunto - si andrà incontro a un periodo di grande confusione, con disagi per i cittadini, per l'avvocatura e i magistrati e, più in generale, per il buon funzionamento del sistema, con il rischio di eccezioni, decadenze e vizi procedurali che, invece, di produrre snellimenti porteranno a ulteriori complicazioni e rallentamenti processuali. In questo contesto è inaccettabile anche la riduzione dell’orario di apertura delle cancellerie. Il prossimo 15 luglio, comunque, è già previsto un incontro in via Arenula». Quindi, il segretario Oua ha contestato la prevista chiusura delle sezioni distaccate dei Tar. «Una decisione sbagliata che irrazionalmente elimina degli uffici di grandi capoluoghi di provincia, che gestiscono grandi fette del contenzioso, con un grande livello di efficienza». Audito anche il Consiglio Nazionale Forense. Il Cnf ha suggerito alcune proposte emendative volte a razionalizzare la normativa relativa al Processo civile telematico-che ha visto stratificarsi negli ultimi tempi numerose disposizioni provenienti da fonti diverse. In particolare, ha avanzato la necessità di un varare un Testo Unico sul Pct per il riordino e il coordinamento con le norme del codice di procedura civile; ha evidenziato la opportunità di prevedere “misure di sicurezza”, come la rimessione in termini, per le parti in caso di decadenza del deposito telematico degli atti processuali causata da disfunzioni del sistema informativo e/o di cancelleria; ha inoltre chiesto di chiarire esplicitamente che la nuova norma che dispone la comunicazione del testo integrale della sentenza da parte della cancellerie non abbia nulla a che fare con il decorso del termine breve per la sua impugnativa (in senso contrario- e forzando le disposizioni del codice di procedura- si è espresso il ministero della Giustizia con una circolare sul Pct). In merito al tema della Giustizia amministrativa, il Cnf ha evidenziato che il progetto di soppressione delle sedi staccate di Tar richiederebbe uno studio approfondite e altro luogo di riflessione e che, per come è strutturata, rischia di creare un caos senza certezze per i cittadini (un vulnus sui ricorsi nella norma transitoria è stato segnalato anche nel dossier del Servizio Studi di Montecitorio).


(Da Mondoprofessionisti dell’8.7.2014)

lunedì 7 luglio 2014

Giustizia: tutti i punti della riforma civile

Cinque linee di azione per la riforma  della giustizia civile in Italia: gli interventi del governo, illustrati dopo il cdm dello scorso 30 giugno, sono ora online sul sito del ministero della giustizia. Riduzione dei tempi - per ridurre i tempi delle cause, il governo punta in primo luogo alla cosiddetta negoziazione assistita,cioè la conciliazione con l'assistenza degli avvocati. una procedura gestita dagli avvocati delle parti per arrivare a un accordo prima che si giunga davanti al giudice; l'accordo costituisce un titolo esecutivo in forza del quale è possibile aggredire i beni del debitore che rifiuti di pagare. "tale modello di procedura consentirà di ridurre il flusso delle cause in entrata  dei tribunali e dei giudici di pace di circa 60.000 cause per anno". in tema di separazione e divorzi si prevede che i coniugi senza figli minori e non abbiano figli maggiorenni portatori di handicap grave nonché senza figli maggiorenni economicamente non autosufficienti, che siano d'accordo sulle condizioni di separazione o di divorzio, possono separarsi o divorziare davanti all'ufficiale dello stato civile. Questa misura dovrebbe ridurre il flusso dei procedimenti di circa 80.000 l'anno. Altra novità: chi soccombe nel giudizio rimborsa le spese del processo. Verrà introdotta la regola per cui "chi perde paga". vanno, infatti, limitati in modo più efficace i casi di compensazione. si ridurranno così "le liti con finalità meramente strumentali e dilatorie". Sempre per ridurre i tempi: l'avvocato potrà sentire i testimoni fuori dal processo e depositare al giudice le loro dichiarazioni. il giudice potrà, se lo riterrà necessario, convocare le persone sentite dall'avvocato; anche il giudice potrà sentire i testimoni a distanza per mezzo di videoconferenza, senza costringere i testi a recarsi fisicamente negli uffici. Si introducono inoltre forme processuali semplificate per le controversie di agevole definizione, consentendo al giudice di adattare le regole del processo alla semplicità della lite. Così si ridurranno i tempi del processo civile di circa 6-9 mesi. Altro principio che verrà applicato quello secondo cui chi non paga volontariamente i propri debiti dovrà pagare di più. Questo perché il debitore che costringe il creditore a rivolgersi al giudice per il recupero di quanto dovuto non può lucrare sulla lentezza delle procedure. Dunque  verrà previsto un elevato tasso legale di interessi per il ritardato pagamento, in misura almeno pari a quelli di mercato. Riduzione dell'arretrato: a questo fine sono previste decisioni brevi delle cause pendenti per mezzo di arbitri, se c'è accordo fra le parti. questo intervento "assicurerà il dimezzamento dell'arretrato perché consentirà al giudice di decidere velocemente le cause residue pendenti innanzi a lui".  Processo esecutivo. il creditore deve poter conoscere tutti i beni del suo debitore. Si introducono quindi misure che favoriscono in particolare la ricerca dei beni di più elevato valore e che più facilmente possono essere occultati, vale a dire i crediti (come titoli di stato, conto corrente bancario, azioni, retribuzioni). viene poi conferito all'ufficiale giudiziario il potere di accedere online alle banche dati pubbliche che contengono le informazioni patrimoniali che il creditore può utilizzare per i suoi pignoramenti. Previste inoltre l'automatizzazione dei registri informatici di cancelleria sui processo di esecuzione e la trasparenza ed efficienza dei fallimenti dei concordati preventivi e delle esecuzioni sugli immobili. Semplificazione del processo civile: qui si punta, fra l'altro, al rafforzamento del principio di immediata, provvisoria efficacia di tutte le sentenze di primo e secondo grado: sarà consentito il recupero immediato dei beni e dei crediti richiesti in giudizio.  informatizzazione integrale del processo civile: interventi organici sulle tradizionali regole del processo per adeguarle alla nuova realtà del processo civile telematico, verso la costituzione di un vero e proprio codice del processo civile telematico.

(Da Mondoprofessionisti del 4.7.2014)