lunedì 7 luglio 2014

IL 12 CORSO AGA SUL PCT



www.agagiarre.it
Associazione Giarrese Avvocati
FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA 2014

Sabato 12 Luglio 2014, ore 9–12

Sala “Romeo” Palazzo delle Culture
 Piazza Macherione - Giarre

Incontro sul tema:
“Il processo civile telematico: dalla teoria alla pratica”


Relatore:
Avv. Giuseppe Fiumanò 
Presidente A.G.A.


La partecipazione all’evento, in corso di accreditamento
da parte dell’Ordine Avvocati di Catania, dà diritto a n. 3 crediti formativi.
La partecipazione è gratuita per i soci dell’AGA.
Ai non iscritti è richiesto un contributo-spese di € 5,00.

giovedì 3 luglio 2014

PARTENZA ZOPPA PER IL PROCESSO TELEMATICO

Appena entrato in vigore già si prevede
lo slittamento per le cause pendenti
per le quali entrerà in vigore il 31 dicembre

Il processo telematico vale solo per le nuove cause e non per tutti gli atti. La citazione e la comparsa di costituzione vanno notificate e depositate in forma cartacea. Applicabile da subito solo il ricorso per decreto ingiuntivo, ma non in tutti gli uffici giudiziari. Non si sa, infatti, ancora con certezza quali sono i tribunali presso i quali non è possibile la presentazione telematica dei decreti ingiuntivi. Intanto si parla di depositi cartacei (la cd. copia di favore) anche dove è prevista la obbligatorietà. Il processo telematico nasce claudicante e ne vedremo delle belle (e delle brutte). Già otto tribunali (ma sono molto di più) sono stati accertati e indicati senza servizi telematici attivi. Dotazioni tecnologiche zoppicanti, con il 40 per cento degli uffici che hanno meno della metà di computer fissi efficienti. Velocità della connessione insufficiente nel 27 per cento degli uffici. “Della sicurezza – fa notare il presidente Anai, Maurizio de Tilla - non si sa proprio niente. Si rischia, quindi, che tutto il materiale telematico si possa volatilizzare! Ma vi è ancora di più. Ai disservizi della giustizia si accompagna l’aumento dei contributi a carico dei cittadini che intendono promuovere un giudizio. Più spese ma meno prestazioni. come accade per le tasse. Maggiori imposte, ma prestazioni e servizi pubblici insufficienti e talvolta inesistenti”. Non mancano inoltre le polemiche nel mondo forense. L’avvocato Stefano Galeani, Presidente Agifor di Roma, punta il dito contro l’ordine forense della Capitale. “In questi giorni – rileva Galeani - abbiamo ricevuto via mail il Protocollo sul processo telematico sottoscritto dal Presidente del nostro Consiglio dell'Ordine e dal Presidente del Tribunale di Roma. Nel leggere questo documento – spiega il Presidente Agifor di Roma - sono rimasto sbalordito. Il processo telematico ha introdotto notevoli oneri per la nostra categoria, non ultimi quelli economici, ma anche dei vantaggi, una volta appreso bene e perfezionato tale sistema, quali ad esempio la possibilità di effettuare depositi di pomeriggio, evitarci lunghe file nelle cancellerie e trasferte costose e faticose.   Il Presidente del nostro Consiglio dell'Ordine, però, ha voluto aggravare ulteriormente il nostro lavoro con ulteriori oneri. Nel suddetto Protocollo, infatti, si legge che nel depositare telematicamente gli atti e i documenti dovremo inserire nell'atto dei link di riferimento per facilitare la consultazione dei documenti da parte dei magistrati obbligandoci, quindi, ad avere ulteriori conoscenze informatiche o a pagare qualcuno perché vi provveda. Inoltre bisognerà depositare, presso la Cancelleria del Giudice, copie di cortesia sia degli atti sia dei documenti inviati telematicamente. Tale onere, quindi, eliminerà di fatto quei vantaggi forniti dall'introduzione del processo telematico. Ciò che più mi sconcerta, però, è questo atto di sudditanza e di servilismo nei confronti dei magistrati. Le proteste sollevate dal Presidente del Tribunale di Roma contro il PCT, ma non per solidarietà con gli Avvocati, non sono state ascoltate nemmeno dai Suoi colleghi né dall'Associazione Nazionale Magistrati, ha, però, avuto l'aiuto del Presidente del nostro Consiglio dell'Ordine, il quale ha pensato bene di correre in soccorso di tutti i Giudici (non sia mai che si affatichino!), aggravando tutti Noi di quegli incombenti che dovevano, invece, scomparire proprio con l'introduzione del processo telematico”.


Luigi Berliri (da Mondoprofessionisti del 3.7.2014)

Processo civile, le schede del Ministero

Sono state pubblicate sul sito Web del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it) le schede sulle riforme per il processo civile, annunciate lunedì scorso in Consiglio dei ministri. I provvedimenti puntano in particolare ad affrontare il problema dell'arretrato nella giustizia civile e la riduzione dei tempi dei processi.
Tra i provvedimenti messi a punto dal governo spicca la previsione di separazioni e divorzi consensuali innanzi l'ufficiale dello stato civile: una misura che potrebbe consentire di ridurre il flusso di cause in entrata dei tribunali di circa 80 mila procedimenti all'anno. In particolare, la riforma prevede che i coniugi che non hanno figli minorenni, o maggiorenni portatori di grave handicap o economicamente non autosufficienti, ma che siano d'accordo sulle condizioni di separazione o di divorzio, possono separarsi o divorziare davanti l'ufficiale dello stato civile.

La riforma per il processo civile prevede anche la procedura di negoziazione assistita, gestita dagli avvocati delle parti per raggiungere un accordo prima che la lite venga portata davanti al giudice (la previsione é di ridurre il flusso di cause in entrata di circa 60 mila l'anno); viene poi introdotta la regola generale per cui «chi perde paga», con l'obiettivo di ridurre le cause con finalità meramente strumentali e dilatorie. Per ridurre i tempi medi di durata del processo, inoltre, l'avvocato portrà sentire i testimoni fuori dal procedimento e depositare poi davanti al giudice il documento con le dichiarazioni.

Il giudice, invece, potrà utilizzare la video conferenza per interrogare i testimoni a distanza.

Per le cause più semplici poi, sono previste forme processuali semplificate, ridurre i tempi di circa 6-9 mesi, e chi non pagherà volontariamente i propri debiti dovrà pagare di più, la previsione di un elevato passo legale di interessi. Per quanto riguarda l'abbattimento dell'arretrato civile, la riforma messa a punto dal governo prevede il trasferimento dinanzi ad un arbitro, su accordo delle parti, delle cause pendenti davanti al giudice. Ulteriori misure vengono poi introdotte per il processo esecutivo - con misure che consentono al creditore di sapere agevolmente i beni del suo debitore, l'automatizzazione dei registri informatici di cancelleria e maggiore trasparenza ed efficienza dei fallimenti dei concordati preventivi e delle esecuzioni sugli immobili.

Quanto alla semplificazione del processo civile, la riforma prevede un rafforzamento dell'immediata efficacia di tutte le sentenze di primo e secondo grado, una sinteticità degli atti, il superamento di tempi processuali superflui, nuove misure per il giudizio d'appello, con l'obiettivo di evitare impugnazioni strumentali, la revisione del giudizio camerale in Cassazione e limiti sull'eccepibilità di questioni di giurisdizione e competenza. Infine, dopo l'entrata in vigore, avvenuta lunedì scorso, del processo civile telematico obbligatorio per il primo grado (per le Corti d'Appello si partirà dal 30 giugno del prossimo anno), il governo é impegnato per l'informatizzazione integrale del processo civile: la riforma si propone di intervenire in maniera organica sulle tradizionali regole del processo, verso la costituzione di un vero e proprio codice del processo civile telematico.


(Da ilsole24ore.com del 3.7.2014)

ORDINE CONTRO RIDUZIONE ORARIO CANCELLERIE

CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI CATANIA


DELIBERA 1 LUGLIO 2014



ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO DELLE CANCELLERIE



Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Catania,

VISTA

la nota della Presidenza del Tribunale di Catania del 30 giugno 2014 con la quale è stata disposto l’apertura delle cancellerie nei giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 11.30 a decorrere dal 3 luglio 2014;

RITENUTO

- che il suddetto provvedimento è gravemente penalizzante per gli Avvocati che vedono drasticamente ridotta la possibilità di accesso alle cancellerie, tutt’oggi aspetto imprescindibile della professione;

- che peraltro la contrazione dell’orario comporterà ulteriori disagi e lunghe file con mortificazione della dignità della Classe Forense;

- che peraltro l’art. 51 del DL 90/2014 prevede la durata minima di apertura degli Uffici in 3 ore, ma la concreta determinazione dell’orario è evidentemente graduabile in ragione delle specifiche esigenze degli Uffici, dell’utenza e del Foro, e non può prescindere dal recente accorpamento di ben sette sezioni distaccate a cui è conseguita una congestione delle cancellerie;

- che l’iniziativa è stata assunta senza una concreta consultazione di questo Consiglio, che pure ha subito manifestato il proprio fermo dissenso;

- che il provvedimento quindi non è condivisibile in alcun modo sia nella forma che nella sostanza;

INVITA

la Presidenza del Tribunale a sospendere con effetto immediato l’efficacia del provvedimento del 30 giugno 2014 e quindi rideterminare gli orari di apertura delle cancellerie per uno svolgimento del servizio che garantisca la proficuità e dignità dell’attività professionale.

DELIBERA

di comunicare la presente al Presidente della Corte di Appello, al Presidente del Tribunale e di darne ampia comunicazione a tutti gli iscritti.

Avv. Diego Geraci                                                         Avv. Maurizio Magnano di San Lio
      Consigliere Segretario                                                                       Presidente

mercoledì 2 luglio 2014

ANF, sabato 5 evento formativo a Giarre

Legalità e giustizia riparativa. Un paradosso?” è il tema dell’evento formativo organizzato dall’Associazione Nazionale Forense, sezione di Catania, che si svolgerà Sabato 5 luglio 2014 dalle ore 9,30 alle 13,30, nella Sala degli Specchi del Palazzo di Città di Giarre.
Introduce Valeria Ferro, relatori Vito Pirrone e Nello Musumeci, interventi di Maria Pia Fontana, Salvo Campo e Armando Castorina.

martedì 1 luglio 2014

GIUSTIZIA, ECCO I DODICI PUNTI DELLA RIFORMA

La riforma della giustizia, così come annunciato dal Consiglio dei ministri, si baserà su dodici punti. Per due mesi, dal primo luglio al 31 agosto 2014, sarà possibile partecipare alla consultazione scrivendo a rivoluzione@governo.it.
Ecco i 12 punti su cui verte la riforma:

1) Giustizia civile: riduzione dei tempi. Un anno in primo grado

2) Giustizia civile: dimezzamento dell'arretrato

3) Corsia preferenziale per le imprese e le famiglie

4) Csm: più carriera per merito e non grazie alla 'appartenenza' a correnti

5) Csm: chi giudica non nomina, chi nomina non giudica

6) Responsabilità civile dei magistrati sul modello europeo

7) Riforma del disciplinare delle magistrature speciali (amministrativa e contabile)

8) Norme contro la criminalità economica (falso in bilancio, autoriciclaggio)

9) Accelerazione del processo penale e riforma della prescrizione

10) Intercettazioni (diritto all'informazione e tutela della privacy)

11) Informatizzazione integrale del sistema giudiziario

12) Riqualificazione del personale amministrativo.


(Da La Presse del 30.6.2014)

TUTTI CONTRO IL POS



di Luigi Berliri


Coro di no dai professionisti al Pos, il dispositivo elettronico che consente ai clienti che non possiedono partita Iva di effettuare i pagamenti delle prestazioni professionali tramite bancomat e carte di credito. Una norma, secondo il legislatore, anti evasione fiscale. Le levate di scudi degli interessati alla riscossione sono motivate dai costi aggiuntivi da sopportare per l’installazione dell’apparato Pos. Al netto delle offerte contrattuali che alcune banche stanno proponendo ai propri migliori clienti, secondo le stime realizzate dalla Cgia su un campione significativo di istituti di credito italiani, un'azienda con 100.000 euro di ricavo annuo, con il Pos, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull'incasso, "dovrà sostenere una spesa media annua di 1.200 euro". Ma come sempre in Italia c’è sempre una scappatoia: quello che è indicato come un «obbligo» non è infatti accompagnato da alcuna sanzione. E quindi, che obbligo è un obbligo senza punizione? È in realtà un «onere» — sostengono i pareri legali richiesti dalle associazioni professionali — il cui mancato rispetto può portare, semmai, a sanzione successiva a intervento della guardia di finanza, ma evitabile anche questa mettendosi d’accordo col cliente, prima di fornire la prestazione, sul mezzo di pagamento: bonifico elettronico e bancario, assegno, addebito diretto. E così la scadenza del 30 giugno scocca in sordina. “C’è calma, poche richieste di informazioni dagli associati - dicono dalla Cna. «La mancata previsione di una sanzione esclude l’esistenza dell’obbligo di installazione del Pos”, ribadisce Luciana Marchiani, responsabile servizio tributario dell’associazione, che comunque consiglia alle imprese di concordare preventivamente la forma di pagamento “per non provocare un irrigidimento dei rapporti con i clienti”. Una norma “stupida” la definiscono l’Ordine degli architetti e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze, Sergio Paparo. Strumento spesso inutilizzabile, “in quanto i pagamenti, anche minimi, delle attività professionali di architetti, pianificatori e paesaggisti, sono normalmente superiori ai massimali della carta di debito», dice il parere che esibisce l’Ordine degli architetti. E lo stesso vale per gli avvocati. «L’unico risultato sarà un introito per le aziende di produzione e affitto della apparecchiature Pos valutabile in almeno mezzo miliardo all’anno” attaccano gli architetti. “E poi — sostiene Marzia Magrini, vicepresidente dell’Ordine di Firenze — la norma è inadeguata al rapporto professionale che non è assimilabile alla serialità dell’attività commerciale”. “Dall’inizio dell’anno è entrata in vigore la norma – osserva Alberto Mion, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Verona – che riteniamo inidonea allo scopo per cui è stata introdotta che è quello di combattere l’evasione, dato che esiste già il limite di mille euro sull’importo pagabile in contanti; eventualmente sarebbe stato più utile abbassare ulteriormente la soglia di utilizzo del denaro contante. Inoltre è appurato che la parte più consistente del fenomeno dell’evasione si annida nelle grosse operazioni anche internazionali e nel fenomeno delle fatture false. Su questo dovrebbe focalizzarsi il controlli degli organi preposti.” Sul fronte dei costi, si stima un importo di attivazione del servizio di circa cento euro a cui si aggiungono i costi di gestione mensili oltre ad una commissione per ogni transazione che varia tra l’1% e il 3% secondo il circuito bancario. L’obbligo vale per le prestazioni rese esclusivamente a persone fisiche che agiscono per scopi privati, quindi i consumatori, e non riguarderebbe le prestazioni rese ad imprese e a professionisti. “L’introduzione del Pos negli studi – conclude Mion – più che un reale beneficio ai clienti degli studi professionali, rappresenta un favore agli erogatori del servizio, che saranno gli unici a beneficiarne, considerati i costi fissi di installazione e di gestione dello strumento e quelli proporzionali al volume degli incassi tramite lo strumento”. "Il Pos obbligatorio rappresenta un ulteriore onere per i professionisti, già gravati da numerosi obblighi. I nostri iscritti chiedono una semplificazione del sistema e invece arrivano sempre nuovi adempimenti, che sono tra l'altro di dubbia utilità e che porteranno ulteriori spese di cui farsi carico", spiega Vincenzo Moretta, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. "Sicuramente questa modalità di pagamento può rappresentare un'agevolazione per il cliente ma - continua Moretta - dovrebbe rappresentare un'opportunità e non un nuovo onere per il professionista, che dovrà sostenere altri costi tra cui il canone mensile, stimato tra i 10 e 28 euro. Ed infine non dobbiamo dimenticare la percentuale del circa 2% che l'istituto di credito di riferimento, applicherà su ogni importo transato".


(Da Mondoprofessionisti del 30.6.2014)