lunedì 25 gennaio 2016

Se il legale aderisce all’astensione, il giudice deve rinviare l’udienza



Cass. sez. II Pen. Sent. n. 2988 dep. il 22.1.2016

La mancata concessione, da parte del magistrato, del rinvio richiesto dal difensore, che abbia comunicato la propria adesione all’astensione nazionale dall’attività processuale, integra un’ipotesi di nullità ai sensi dell’art. 178, comma 1, lett. c), c.p.p., per mancata assistenza dell’imputato.
E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3037/2016, depositata il 22 gennaio scorso.

Estratto da dirittoegiustizia.it

giovedì 21 gennaio 2016

Avvocati e crisi: in ottomila lasciano la toga



Qualcuno li ha già definiti i "nuovi poveri": gli avvocati, una categoria di professionisti considerata a lungo al riparo dagli alti e bassi dell'economia, stanno sentendo tutto il peso della crisi. In Italia nel 2015 sono almeno ottomila quelli che hanno scelto di dismettere la toga. Come? Non rinnovando l'iscrizione alla cassa forense, che a seconda del titolo - da praticante non abilitato fino ai Cassazionisti - varia dai 70 ai 205 euro annui. È un numero, quello degli avvocati in fuga, esiguo se confrontato col totale - circa 240mila professionisti del foro contro i 50mila della Francia - ma indicativo di quello che sembra a tutti gli effetti un declino della professione. "L'iscrizione è diventata obbligatoria ufficialmente dal primo gennaio 2014" spiega  Nunzio Luciano, presidente della Cassa forense. "Negli 8mila avvocati in fuga sono comprese molte persone che hanno sempre avuto un altro impiego principale - il più delle volte nella pubblica amministrazione - e che magari esercitavano solo per hobby, o non esercitavano affatto. Resta il fatto che la cifra è elevatissima". E il futuro è tutt'altro che roseo, perché a oggi sono "oltre 80mila gli avvocati che hanno un reddito da fame. È molto probabile che una parte di loro abbandonerà la professione", continua Luciano. Tra i più colpiti i giovani e le donne "che percepiscono un reddito dimezzato rispetto ai loro colleghi maschi". Ma iniziano a soffrire anche le fasce intermedie, "specie se non specializzate". Ai tempi della crisi trascinare qualcuno in tribunale è diventato un lusso: "I contenziosi hanno costi altissimi, chi è in difficoltà o non può permettersi una spesa simile" spiega ancora il presidente della Cassa forense. "L'avvocato d'ufficio viene pagato pochissimo. Per una causa delicata come quella di un divorzio con figli può percepire anche 100 euro". Prima di essere pagati, poi, possono trascorrere anche anni: "Stiamo cercando di introdurre norme per abbattere i tempi di pagamento per chi difende i soggetti meno abbienti", spiega. Per Luciano i "veri monopolisti sono le grandi assicurazioni che non retribuiscono il legale in base a parametri di minimo perché non esistono più. La retribuzione è ridotta all'osso a scapito della qualità". A chi propone il numero chiuso per arginare l'enorme offerta, Nunzio Luciano risponde che "ormai è tardi". "Dai dati in mio possesso risulta che gli iscritti alle facoltà di giurisprudenza sono sempre meno. Era necessario agire prima e introdurre il numero programmato nel secondo anno accademico per evitare il boom e permettere a persone meritevoli di trovare comunque un'altra strada senza restare fuori dal mercato".

(Da Mondoprofessionisti del 21.1.2016)

martedì 19 gennaio 2016

Stalking: è persecuzione se destabilizza serenità o aggrava malessere



Cass. V Sez. Pen., Sent. 11.11.2015, n. 45184

Nelle vittime di stalking che già soffrono di uno stato di precarietà psichica per motivi personali e per particolari contesti familiari al momento dei fatti incriminati, la loro fragilità non rileva al fine dell’esclusione del reato, anzi, specie se nota al reo, rende la vittima meritevole di maggiore tutela. Ha così statuito la Corte di Cassazione in una recente pronuncia che riguarda il caso di un uomo, condannato per atti persecutori o stalking ai danni della figlia dell’amante della propria moglie. Il soggetto si rivolge alla Corte di Cassazione deducendo che le corti territoriali, nelle pronunce di condanna, non avevano  tenuto conto dello stato psicologico in cui versava la vittima precedentemente ai fatti criminosi: la giovane, infatti, già orfana di madre, aveva da poco perso anche il padre.
Secondo il ricorrente quindi la fragilità della ragazza era dovuta agli eventi spiacevoli che aveva vissuto e quindi il “perdurante e grave stato di ansia e di paura”, che, a norma di legge, deve prodursi perché si realizzi il reato di stalking, non poteva specificatamente essere riconosciuto come conseguenza diretta delle condotte incriminate.  Pertanto l’uomo lamentava l’inconsistenza delle prove presentate a suo carico e una erronea applicazione dell’articolo 612 bis del Codice Penale. La Suprema Corte si sofferma ad analizzare la norma sopracitata e, basandosi anche sui precedenti giurisprudenziali propri e costituzionali, conferma che non sia essenziale che la persona offesa modifichi le proprie abitudini di vita, purché la condotta persecutoria determini come conseguenza un turbamento della “serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima”. Tale destabilizzazione si può provare tramite un’accurata osservazione del comportamento del soggetto e delle sue dichiarazioni e dalle sue condizioni.
Nelle sentenze di merito oggetto di ricorso, nota la Cassazione, si dà ampio spazio al racconto della giovane, la quale riportava di aver subito minacce, strattonamenti, e che le venivano rivolte frasi piene di disprezzo, che spesso evocavano la prematura morte del genitore, per il quale non era celato di certo il risentimento dovuto alla relazione extra-coniugale intrattenuta con la moglie dell’imputato. Un soggetto già fragile, come la giovane vittima del caso di specie, secondo la Cassazione merita maggiore tutela rispetto alle condotte qualificabili come atti persecutori, “dove gli eventi indotti ben possono costituire aggravamenti di un’ansia od un timore pre-esistenti, ed altrimenti provocati”.
Pertanto la Cassazione, ritenendo legittime le conclusioni della Corte territoriale per cui lo stato psicologico pregresso della vittima non esclude la sussistenza del reato, rigetta il ricorso e conferma la condanna del ricorrente.

Maria Anna Cappelleri (da filodiritto.com del 15.1.2016)

venerdì 15 gennaio 2016

I CORSI DEL 2015



Questo l’elenco dei corsi organizzati o coorganizzati dall’A.G.A. nel 2015 ai fini della dichiarazione da presentare all'Ordine



"Spese processuali - Parametri - Lite temeraria" 19 Dicembre

Sala Romeo del Palazzo delle Culture di Giarre, piazza Macherione.

Relatori ANTONI CIAVOLA e MASSIMO LO GIUDICE.

3 crediti formativi in materia obbligatoria.



DNA E ACCERTAMENTO DEL FATTO REATO – 2 e 3 Ottobre

Sala adunanze Palazzo Giustizia Catania

Relatori vari

6 crediti formativi



INFORMAZIONE, DETENUTI E MONDO CARCERARIO 4 Luglio

Sala Romeo del Palazzo delle Culture di Giarre, piazza Macherione.

Relatori Giuseppe Vecchio, Lucia Brischett e Salvo Fleres

1 credito formativo



LA PARTICOLARE TENUITA’ DEL FATTO – ART. 131bis CP

20.6.2015 Sala Romeo del Palazzo delle Culture di Giarre, piazza Macherione.

Relatore Giuseppe Musumeci

2 crediti formativi



DISEGNO DI LEGGE CONCORRENZA NELLE PROFESSIONI E NEI SERVIZI

23.5.2015 Aula Magna ITIS Fermi Giarre

Relatori vari

2 crediti formativi

giovedì 14 gennaio 2016

DEPENALIZZAZIONI E IMMIGRAZIONE, APPELLO AL GOVERNO



MIRELLA CASIELLO, PRESIDENTE OUA: "DUE LE PRINCIPALI CRITICITÀ: SERVE URGENTEMENTE UN INTERVENTO ORGANICO E ADEGUATO SUL REATO DI CLANDESTINITÀ CHE SI È DIMOSTRATO FALLIMENTARE E INEFFICACE. E ATTENZIONE A NON SCARICARE TUTTO SULLA GIÀ INGOLFATA GIUSTIZIA CIVILE, SENZA PREVEDERE INTERVENTI A SOSTEGNO DEL SETTORE"


Dall'Organismo Unitario dell’Avvocatura- Oua, "soddisfazione per la scelta operata dal Governo di esercitare la delega sulle depenalizzazioni, condividendo la soluzione di addivenire ad una necessaria esclusione dal novero del penalmente rilevante di tutte quelle condotte prive di impatto ed allarme sociale".

Per l'Oua è una "decisione che va nella giusta direzione volta ad ottenere una maggiore efficienza e celerità in ambito penale nonché il probabile migliore impiego delle risorse disponibili".

Tuttavia, l'Organismo di rappresentanza politica dell'Avvocatura, esprime, rammarico per la paventata, "esclusione di ampie categorie di reati previste dal codice penale e dal Testo Unico Immigrazione, in particolare la fattispecie delittuosa relativa all’ingresso e soggiorno illegale sul territorio dello Stato ex art. 10 bis. T.U".

Desta, infine, qualche perplessità il 'trasferimento', "di taluni illeciti alle sanzioni pecuniarie civili: ciò determinerà da un lato un ulteriore aggravio della giustizia civile, già in estrema difficoltà, e dall’altro, dati gli elevati costi dei contenziosi, la probabile rinuncia da parte delle persone offese ad ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non".

CS  OUA 14.1.2016

venerdì 8 gennaio 2016

Libero accesso a banche dati e pignoramenti autonomi

Un disegno di legge che assegni nuove funzioni agli avvocati per ridurre il carico giudiziario. Lo propone l'Associazione nazionale avvocati italiani, insieme al Movimento forense, che si schierano a sostegno delle iniziative parlamentari volte a introdurre due nuovi istituti: il pignoramento in proprio e l'accesso alle banche dati da parte degli ordini forensi. Si tratta, nel dettaglio, di emendamenti alla legge fallimentare proposti a suo tempo dal Movimento 5 stelle che il presidente Anai, Maurizio De Tilla, ha deciso di far propri e di raccogliere in un disegno di legge. A partire dalla «estensione della facoltà di cui alla legge sulle notifiche in proprio anche ai pignoramenti che si eseguono mediante notificazione di un atto (pignoramento presso terzi, pignoramento immobiliare, nuovo pignoramento automobilistico, pignoramento di navi ed aeromobili, di quote sociali, di titoli di proprietà industriali)». Necessaria, secondo Anai, anche l'estensione agli Ordini circondariali forensi della facoltà di accesso alle banche dati ex art. 492 bis cpc. Secondo De Tilla «l'introduzione di questi nuovi istituti è finalizzata da un lato ad ampliare le attribuzioni degli avvocati nel processo di esecuzione civile, con massima garanzia di competenza e tutela dei diritti degli interessati, e dall'altro a rendere più snella l'esecuzione dei pignoramenti, da sempre disagevole». L'Anai chiede inoltre che sia affidata agli avvocati, la emissione di decreti ingiuntivi non esecutivi, oltre che la intimazione con convalida della licenza per finita locazione e dello sfratto, salvo la opposizione da presentare entro il termine di trenta giorni. Secondo De Tilla sarebbe inoltre da valutare «la possibilità per gli avvocati di svolgere funzioni di responsabilità certificativa ed autorizzazione in materia di volontaria giustificazione».

Mario Valdo (da Italia Oggi)

martedì 5 gennaio 2016

GRAVISSIMO LUTTO PER IL PRESIDENTE FIUMANO'

IL DIRETTIVO, I SOCI DELL'ASSOCIAZIONE GIARRESE AVVOCATI ED I COLLEGHI TUTTI PARTECIPANO CON SINCERA COMMOZIONE AL DOLORE DEL PRESIDENTE AVV. PIPPO FIUMANO' PER LA GRAVISSIMA PERDITA DEL PADRE 
COMM. FRANCESCO M. FIUMANO'
UOMO DI RARE VIRTU', SPOSO, PADRE E NONNO ESEMPLARE. 
I FUNERALI SI SVOLGERANNO GIOVEDI' 7 GENNAIO, ALLE ORE 10:30, NELLA CHIESA "REGINA PACIS" DI GIARRE.
ALLA MOGLIE, AI FIGLI AVV. GIUSY E REV. SALVATORE, AL CARO PIPPO ED AI FAMILIARI TUTTI L'A.G.A. RIVOLGE LE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE.