giovedì 3 marzo 2011

Mediazione: il Cnf approva un Manifesto di critica da distribuire negli Ordini

Il parlamento ha definitivamente approvato il decreto Milleproroghe, che proroga di un anno l’entrata in vigore della mediazione nelle sole materie del condominio e della responsabilità da circolazione stradale.
Il Cnf, preso atto di tale situazione, nella seduta amministrativa del 25 febbraio scorso ha approvato un Manifesto nel quale  stigmatizza le incongruenze della legge. Il Manifesto è stato inviato a tutti gli Ordini forensi. Di seguito riportiamo il testo integrale.
Mediazione: e le garanzie per il cittadino?
Da un anno il Cnf denuncia con forza le palesi incongruenze di una legge che ha costruito un’alternativa alla giurisdizione senza garanzie per i cittadini, che dovranno obbligatoriamente ricorrervi privi di adeguata tutela ed impossibilitati a valutare consapevolmente le eventuali rinunce ai propri diritti.
L’Avvocatura, chiamata dalla Costituzione e dalla legge speciale alla salvaguardia dei diritti anche dei soggetti più deboli, non contrasta l’idea della mediazione quale complemento della giurisdizione nella soluzione dei conflitti, ma ribadisce la propria opposizione a questa normativa, tra l’altro di dubbia costituzionalità, che, per come concepita, si risolve in un percorso ad ostacoli nell’accesso alla giurisdizione, con un aumento di oneri  e costi per ottenere risposta alla domanda di giustizia.
Il Cnf  ha ripetutamente rappresentato i limiti della legge, chiedendone le necessarie modifiche.
L’Avvocatura ha dovuto tuttavia prendere atto che il Governo ha purtroppo disatteso le richieste formulate, con il profilarsi di una paralisi del sistema che avrà ricadute negative sui procedimenti in atto e sulle iniziative processuali da incardinare.
Il Cnf ribadisce le posizioni espresse e le richieste formulate e nel contempo è concretamente a disposizione dei Consigli dell’Ordine per tutte le necessità connesse all’entrata in vigore dell’obbligatorietà della procedura.

(Da Newsletter del CNF dell’1.3.2011)

mercoledì 2 marzo 2011

E se il terzo viene chiamato a CTU già espletata?

Cassazione civile sentenza n. 4401 del 23.2.2011

Se il terzo chiamato in causa eccepisce un pregiudizio del diritto di difesa, non avendo partecipato alle operazioni svolte nel corso di consulenza tecnica d'ufficio disposta ed espletata prima della sua chiamata, il giudice deve provvedere alla rinnovazione della consulenza medesima.

(Da overlex.com)

martedì 1 marzo 2011

Una giustizia civile svenduta ai privati e un aumento dei costi a carico degli italiani

di Maurizio de Tilla, presidente OUA

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana, Oua, con una “Lettera aperta” si rivolge direttamente ai cittadini per spiegare come cambierà la nostra, già malandata, giustizia civile con l’introduzione, dal 20 marzo, dell’obbligatorietà della mediaconciliazione: quanto costerà, come funzionerà. Per l’Oua è in corso la “svendita” a privati del diritto all’accesso alla giustizia Un silenzio inspiegabile ha accompagnato il varo della mediaconciliazione obbligatoria dal 21 marzo la giustizia civile viene “svenduta” a privati e comincerà così la sua definitiva “rottamazione”, con un aumento ingiustificato di costi a carico degli italiani. Eppure nè i mezzi di comunicazione, nè gli spot governativi dal sapore “bulgaro”, nè i “salotti informativi”, hanno speso una parola per spiegare davvero cosa cambia per il cittadino comune. Si sono rappresentate le osservazioni e le critiche degli avvocati come un riflesso corporativo in difesa di interessi particolari, nel frattempo ci si scordava di raccontare la verità e cioè che le vere “caste” di questo Paese mettevano le loro mani sulla giustizia pubblica. Altro che snellire e contribuire alla riduzione dell’eccessiva durata dei processi.  L’avvocatura, sia ben chiaro  è da sempre favorevole agli strumenti conciliativi e all’implementazione di quelli extragiudiziali, a patto, però, che si mantengano criteri di qualità e rigore, oltre che di accesso universale e pubblico alla macchina giudiziaria. Invece, in questi mesi, abbiamo dovuto far fronte alla definizione di un sistema di mediaconciliazione che, così come concepito, non solo non è in linea con la normativa degli altri Paesi europei, ma disattende pure le necessità dei cittadini comuni e viola la Costituzione. Nel Parlamento in modo trasversale si è compreso la portata del problema, ma le pressioni del Ministero di Giustizia, i voti di fiducia e le incessanti campagne dei Poteri forti, hanno vanificato le molte iniziative bipartisan (non a caso, in tempi di dure contrapposizioni) su questo nodo . Per tutte queste ragioni – conclude de Tilla - alla vigilia dell’astensione dalle udienze, dal 16 al 22 marzo e della manifestazione pubblica del 16 marzo a Roma ci rivolgiamo ai cittadini per spiegargli come cambierà la giustizia civile e quanto gli costerà questa radicale trasformazione. Vogliamo raccontare questo “grande inganno” che porterà ad avere una giustizia rapida per i più forti e un’altra di serie B, costosa, lenta e inefficiente per i cittadini comuni.

(Da Mondoprofessionisti dell’1.3.2011)

Gli avvocati contro la conciliazione: sarebbe una tassa in più

In vista della manifestazione del 16 marzo l’Avvocatura scalda i motori

È ormai guerra senza quartiere tra gli avvocati e i fautori della mediazione civile.
Dopo aver indetto (dal 16 al 22 marzo) lo sciopero più lungo dai tempi delle liberalizzazioni di Bersani, gli avvocati tornano all'attacco di un provvedimento che proprio non vogliono accettare. 
E alla vigilia dell'incontro con l'Associazione nazionale magistrati prevista per domani, è il presidente dell'Organismo unitario dell'Avvocatura, Maurizio De Tilla, a tornare sull'allarme, già più volte lanciato dall'Oua, sui problemi legati all'arretrato giudiziario civile e alla media conciliazione obbligatoria. 
Sulla questione della media conciliazione obbligatoria, De Tilla ribadisce: 'non funziona' e rimanda a un manifesto in 6 punti diffuso dall'Oua che illustra le ragioni dell'opposizione, sottolineando innanzitutto 'l'aumento degli oneri e la lievitazione dei costi, tutti a carico del cittadino'.  La media conciliazione 'costituirà' un ulteriore strumento dilatorio per la parte inadempiente che non ha alcuna volontà di conciliare la lite' e ancora 'appare, sul piano sistematico, in totale disarmonia con aspetti processuali e tecnici con l'effetto perverso di un probabile corto circuito per innumerevoli domande'. Ultimo punto, 'prevede la nullità di una proposta di conciliazione che può avere ricadute pregiudizievoli nel giudizio di merito anche per chi non intende far ricorso alle procedure stragiudiziali di mediaconciliazione'.

(Da Mondoprofessionisti dell’1.3.2011)

CNF: 75 E NON PIU' 90 I CREDITI PER IL TRIENNIO!

Riceviamo ed immediatamente pubblichiamo, con grande ed "interessato" piacere, questa importante comunicazione dalla carissima collega Carla Pappalardo, consigliere dell'Ordine Avvocati di Catania:
Cari amici,
vi comunico che il CNF, nella seduta del 25 febbraio scorso ha deliberato di DIMINUIRE i crediti formativi per il triennio in corso (2011-2013):
NON PIU' 90, BENSI' 75, di cui 60 ordinari e 15 in deontologia e ordinamento professionale.
Il motivo? Credo che sia l'esito del sondaggio fatto tra Ordini che hanno considerato eccessivo il n. di 90 crediti.
Spero che la notizia sia di Vs. gradimento.
Cari saluti e....alla prossima
 
Carla Pappalardo

Auto blu, assessore salvo dal peculato se l'uso personale è "una tantum"

L'utilizzo occasionale per fini non istituzionali non integra «l'appropriazione» del veicolo

Non bastano pochi e circoscritti episodi di uso personale dell'auto di servizio per configurare il peculato d'uso a carico dell'assessore comunale: risulta escluso un danno significativo all'ente con la conseguenza dell'insussistenza dell'illecito.
Lo precisa la sentenza n. 7177 del 24 febbraio 2011, emessa dalla sesta sezione penale della Cassazione.
Nove episodi complessivi contestati a sei componenti della Giunta di un grande Comune italiano, sorvegliati per più di un anno, non sono sufficienti a integrare il reato previsto e punito dal secondo comma dell'articolo 314 Cp.
È vero: distraendo il veicolo di servizio dall'uso per fini istituzionali l'amministratore pubblico sottrae all'ente il carburante e il tempo di lavoro dell'autista, oltre che la vettura in sé stessa.
L'uso temporaneo del bene pubblico per fini non istituzionali, tuttavia, non fa scattare di per sé il peculato d'uso: il reato va anzi escluso di fronte a condotte del tutto occasionali, laddove non risulta apprezzabile il pregiudizio patrimoniale all'ente né si configura un'appropriazione dell'automobile di servizio che pregiudica l'ordinaria attività funzionale dell'amministrazione.
È rilevante, infine, che i sei assessori non abbiano "prestato" a terzi le macchine del Comune. Confermato il non luogo a procedere.

(Da telediritto.it)

La mediazione porterà ad una paralisi

di Guido Alpa, presidente CNF

Porterà a 'una paralisi del sistema che avrà ricadute negative sui procedimenti in atto e sulle iniziative processuali da incardinare' la riforma che introduce la mediazione; una norma di 'dubbia costituzionalità, che, per come concepita, si risolve in un percorso ad ostacoli nell' accesso alla giurisdizione, con un aumento di oneri e costi per ottenere risposta alla domanda di giustizia'.
In un manifesto che sarà distribuito a tutti gli Ordini degli Avvocati il Consiglio nazionale forense mette sotto accusa la riforma.  Il Cnf ricorda che denuncia da un anno e con forza 'le palesi incongruenze di una legge che ha costruito un'alternativa alla giurisdizione senza garanzie per i cittadini, che dovranno obbligatoriamente ricorrervi privi di adeguata tutela ed impossibilitati a valutare consapevolmente le eventuali rinunce ai propri diritti'.
'L'Avvocatura, chiamata dalla Costituzione e dalla legge speciale alla salvaguardia dei diritti anche dei soggetti più deboli, non contrasta l'idea della mediazione quale complemento della giurisdizione nella soluzione dei conflitti - chiarisce il Cnf - ma ribadisce la propria opposizione a questa normativa, della quale 'ha ripetutamente rappresentato i limiti, chiedendone le necessarie modifiche'. Tuttavia 'ha dovuto prendere atto che il Governo ha purtroppo disatteso le richieste formulate'.

(Da Mondoprofessionisti del 28.2.2011)